DDL Scuola. Anief al Nazareno: si modifichi, potrebbe intervenire Unione Europea

di redazione
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Tra le sigle sindacali che oggi incontreranno la delegazione Pd sul ddl Scuola, anche Anief è stata convocata "d'urgenza" al Nazareno per discutere delle possibili modifiche al provvedimento in esame in commissione Cultura alla Camera.

Tra le sigle sindacali che oggi incontreranno la delegazione Pd sul ddl Scuola, anche Anief è stata convocata "d'urgenza" al Nazareno per discutere delle possibili modifiche al provvedimento in esame in commissione Cultura alla Camera.

"Anche il Pd – dice in una nota il presidente Marcello Pacifico – si è finalmente reso conto che occorre ascoltare l'Anief, l'unica organizzazione a condurre in Europa la questione del precariato scolastico e dei tanti limiti contenuti nel ddl di riforma".

Il disegno di legge "deve essere cambiato – continua Pacifico – perché è stata sonoramente bocciato da chi lavora ogni giorno nei nostri istituti. Perché non è possibile permettere ancora una volta che su certe questioni l'ultima parola debba passare ai giudici. Il governo lo deve sapere: sulla mancata stabilizzazione del personale, come sull'elusione dello stato contrattuale e di carriera dei dipendenti precari rispetto a quelli di ruolo, la Commissione europea potrebbe infatti intervenire"

Dopo gli scioperi generali contro la riforma della Scuola "e la nuova denuncia circostanziata dell'Anief a Bruxelles, a seguito della continua disapplicazione di tanti diritti dei lavoratori a seguito dell'eventuale approvazione del disegno di legge, oggi il giovane sindacato è stato convocato d'urgenza dal Partito democratico".

"L'incontro servirà, ovviamente, a tutelare il personale della scuola".

Anief "ricorderà ai politici che c'è una procedura d'infrazione ancora aperta, la 2124/2010, attivata per la mancata stabilizzazione del personale Ata su posti vacanti e per la discriminazione subita dal personale precario della scuola in tema di progressione di carriera, a proposito di scatti di anzianità, ferie, permessi e altro. Inoltre, verrà ribadito che ancora oggi continua ad essere disattesa la sentenza della Corte di Giustizia europea del 26 novembre scorso sull'obbligo di assunzione, nei Paesi membri, del personale pubblico precario che ha svolto 36 mesi su posto vacante"

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