DDL riforma Scuola. Vacca, M5S: le truffe semantiche del PD

di redazione
ipsef

DDL scuola: monta la protesta e Matteo Renzi cerca di correre ai ripari facendo credere a tutti, per sgonfiare lo sciopero e la ribellione di tutto il mondo della scuola, che cambieranno il ddl. FALSO! Non stanno cambiando un bel nulla.
DDL scuola: monta la protesta e Matteo Renzi cerca di correre ai ripari facendo credere a tutti, per sgonfiare lo sciopero e la ribellione di tutto il mondo della scuola, che cambieranno il ddl. FALSO! Non stanno cambiando un bel nulla.

Eccone la prova. Nella modifica del PD (art. 2 comma 8 e 9) proposta nell'emendamento della relatrice 2.2000 sembra che l'elaborazione del Piano triennale passi dal dirigente scolastico al collegio dei docenti, ma solo in apparenza, perché i criteri generali (ma anche particolari) verranno DEFINITI dal dirigente scolastico…. Quindi un emendamento PEGGIORATIVO! 
Con la nuova riformulazione gli organi collegiali di fatto ratificheranno le scelte fatte dal dirigente.
 
Versione originale del ddl: "Il piano triennale dell'oferta formativa è elaborato dal dirigente scolastico, sentiti il collegio dei docenti e i consiglio d'istituto". 
Modifiche dell'emendamento: "Il Piano è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola  e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico".
Oltretutto il PD non ha intenzione di modificare la chiamata diretta e gli albi territoriali: è stato dato parere negativo ai nostri emendamenti che ne prevedono la soppressione.
 
Si allega il documento contenente le criticità maggiori del ddl e le proposte di modifiche del M5S contenute negli emendamenti.
 
Si ricorda che il M5S, a causa della ghigliottina della maggioranza (che porterà ad poter discutere solo 2 emendamenti per articolo) e ai tempi fortemente contingentati, ha deciso di non partecipare alla farsa dei lavori di commissione così come impostati dalla maggioranza. Il M5S continuerà comunque ad opporsi a questo ddl e a denunciare quello che accade in commissione.
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