DDL riforma. Camera, domani voto finale dalle 10. Giannini, soddisfatta. Civati, pronto referendum contro chiamata diretta

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Tutto come copione: una lunga, intensa e combattuta giornata di voto degli emendamenti alla Camera sul DDL di riforma della scuola. Emendamenti tutti respinti, domani si vota.

Tutto come copione: una lunga, intensa e combattuta giornata di voto degli emendamenti alla Camera sul DDL di riforma della scuola. Emendamenti tutti respinti, domani si vota.

In fase di conclusione anche l'esame degli ordini del giorno.

 Domani si terranno le dichiarazioni di voto finali (dalle 10 del mattino) e il voto finale sul provvedimento. 

Durante il dibattito ci sono stati momenti di tensione soprattutto sulle questioni riguardanti i poteri dei dirigenti scolastici e le immissioni in ruolo.

L'Onorevole Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia, ha così commentato il piano d'assunzioni, "Oggi alla Camera dei deputati si sta consumando il più grande licenziamento della storia repubblicana. Ottantamila insegnanti precari che, in questi ultimi 10 anni, hanno rappresentato l'ossatura, la linfa vitale della scuola, saranno espulsi dall'insegnamento."

Mentre Fassina, da poco uscito dal PD, ha parlato della "responsabilità di creare una generazione di esodati nella scuola".

Un altro Onorevole fuoriuscito dal PD, l'On Civati, è intervenuto alla Camera anticipando la volontà di un referendum che abroghi la chiamata diretta: "In aula – ha detto – si discute della chiamata diretta, norma-bandiera della cosiddetta riforma Giannini. Sarà bocciato l'emendamento delle opposizioni, perché il governo tiene il testo uscito dal Senato con la fiducia. Ora, con Andrea Pertici e con il contributo del Comitato scientifico di Possibile abbiamo elaborato un quesito referendario sul punto". Lo annuncia sul suo blog il deputato Pippo Civati.

"Mi rivolgo perciò al mondo della scuola, dei soggetti politici e sociali per capire se questa proposta referendaria può essere condivisa da tutti e depositata non appena la legge sarà promulgata", afferma il deputato di Possibile. "La mia è una chiamata diretta sulla chiamata diretta, potremmo dire, per mettere a disposizione di tutte e tutti il nostro lavoro. Sono certo che tutte e tutti vorranno rispondere".

Di diverso tenore gli interventi della renziana Malpezzi, che ha attaccato M5S e SEL di difendere "lo status quo".

"Sono soddisfatta" per il dibattito in aula. Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, al termine della votazione degli emendamenti e degli ordini del giorno sul ddl scuola alla Camera. "Il dibattito – ha detto all'ANSA – si è concentrato sugli stessi temi rispetto alla prima fase con toni meno aspri. Le posizioni espresse sono state mantenute e da parte della maggioranza e del governo si è fatta chiarezza sul piano assunzionale, anche se questo ddl fa di più e di meglio rispetto a questo piano che pure è straordinario".

"Il nostro impegno – ha aggiunto Giannini – lo abbiamo assunto in aula sulla regolarità dei processi relativi a questo piano. Non è né banale, né scontato e semplice rispettare questo impegno anche a livello di calendario, si conferma la serietà del governo. Ai molti onorevoli intervenuti in merito alla richiesta di un piano pluriennale per le assunzioni rispondo che il nostro piano si chiama concorso. Vogliamo aprire da subito questo canale che prevede un riconoscimento per la categoria e che è lo strumento necessario".

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