DDL riforma. Associazioni chiedono specializzazione sostegno anche per docenti curriculari. Serve consulenza pedagogica

di redazione
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Continuano le audizioni dei rappresentanti del mondo della scuola in VII Commissione cultura. Cosa hanno chiesto SIPES e ANPE

Continuano le audizioni dei rappresentanti del mondo della scuola in VII Commissione cultura. Cosa hanno chiesto SIPES e ANPE

SIPES: OBSOLETO E INACCETTABILE APRIRE SPAZI RISERVATI A DISABILI.

NON SI PUÒ PARLARE DI 'PATOLOGIA' E NO ALLA FORMAZIONE ISOLATA DOCENTI. "Quello che appare debole è la forma che questo Paese vuole dare alla sua scuola". La buona scuola "per noi deve riguardare anche l'inclusione, come cultura da perseguire per tutti. Si devono rimuovere gli ostacoli per l'accesso. È dunque obsoleto e inaccettabile aprire spazi riservati agli studenti disabili" e "no alla formazione separata e isolata degli insegnanti di sostegno".

A dirlo Marina Santi, rappresentate della società italiana di pedagogia speciale, in audizione a Montecitorio sul ddl Buona scuola.

"L'accesso è per la totalità della popolazione e non solo per alcuni", ha aggiunto. "L'integrazione con la disabilità è un progresso culturale". Il ddl "dedica all'inclusione solo una pagina, nonostante abbiamo leggi all'avanguardia come la legge 104". "Una scuola – prevede il ddl – include chi ha più bisogno, ma l'approccio inclusivo deve essere basico per tutti, non riservato ad alcuni. In questa espressione c'è un approccio assistenzialistico e medico".

"Si afferma – nel testo – che i docenti devono essere formati alle singole 'patologie'. Ma gli insegnanti devono saper insegnare; in questo modo si torna indietro, prima della convenzione Onu sui diritti delle disabilità". La patologia "diventa un disturbo" invece "che sfida". Nel ddl "la difficoltà dell'apprendimento diventa un problema, la parte non viene inclusa nel tutto".

Tutto questo "è inaccettabile in senso etico". La scuola "non può rispondere solo ai bisogni". Per questo "dovrebbero emergere invece che le categorie di 'patologia' e 'merito' – quest'ultima non riguarda mai i disabili – quelle di 'giustizia'".

"Chiediamo – ha proseguito – l'accesso agli spazi per tutti, con ambienti adatti, e l'accesso all'apprendimento e alle esperienze e non riservare ai ragazzi un insegnante che lo segui singolarmente. Per questo si deve lavorare alla complessità della didattica e alla formazione dei docenti, di tutto l'organico dell'autonomia".

La formazione degli insegnanti specializzati è per tutti per potenziare la didattica della classica e non solo per alcuni. Per questo chiediamo la doppia specializzazione per tutti"

ANPE: SERVE CONSULENZA PEDAGOGICA PER RETI DI SCUOLE

"Chiediamo di ridare importanza alla pedagogia, prevedendo figure con tali competenze in ogni scuola o reti di scuole". A dirlo una rappresentante dell'Anpe, associazione nazionale dei pedagogisti italiani, in audizione a Montecitorio sul ddl Buona scuola.

L'Anpe chiede "un pedagogista per ogni scuola" anche "se sappiamo che non ci sono i mezzi per poterlo effettivamente avere". Però "si può avere una consulenza pedagogica" attraverso "le reti di scuole". Ci sono "sperimentazioni a riguardo che raggruppano autonomie scolastiche".

Se vogliamo "fare questa rivoluzione culturale dobbiamo avere sperimentazioni pedagogiche in ogni istituto".

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