DDL riforma. ANIEF: un articolo e 212 commi che sconvolgeranno l’inizio dell’anno scolastico

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ANIEF – Il risultato saranno un autunno di collegi dei docenti infuocati e un vero caos organizzativo nelle scuole.

ANIEF – Il risultato saranno un autunno di collegi dei docenti infuocati e un vero caos organizzativo nelle scuole.

Il Governo in tre mesi interviene su dieci temi, seppure siano stati contestati da tutto il mondo della scuola con scioperi con adesioni da record e innumerevoli manifestazioni di piazza: alternanza scuola-lavoro, istituti tecnici superiori, competenze digitali, organico autonomia, competenze dirigente scolastico, piano straordinario assunzioni, formazione e merito, concorsi, sentenza CGUE, funzionalità scuole. Dopo aver messo all’angolo diversi parlamentari, contrari al provvedimento, la maggioranza ha anche dovuto chiedere la fiducia. Tra le righe del testo – analizzato e suddiviso per materie dall’ufficio legislativo del giovane sindacato – spuntano anche otto deleghe (testo unico, formazione iniziale, sostegno, scuole professionali, diritto allo studio, infanzia, sapere umanistico, esami di stato, scuole all’estero). Anief pronta ad intervenire in Tribunale.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): presto migliaia di ricorsi investiranno la scuola italiana. Per ottenere risarcimenti, mancate stabilizzazioni e tutte le esclusioni illegittime di una riforma voluta soltanto dal premier.

Collegi dei docenti infuocati in autunno e un caos organizzativo senza precedenti. È quello che ci dobbiamo aspettare nelle scuole italiane con l’avvio del nuovo anno, dopo che il Governo ha deciso di intervenire in soli tre mesi con il machete su dieci temi centrali per la nostra istruzione pubblica: alternanza scuola-lavoro, istituti tecnici superiori, competenze digitali, organico autonomia, competenze del dirigente scolastico, piano straordinario assunzioni, formazione e merito, concorsi, sentenza Corte di Giustizia Ue, funzionalità scuole. E ciò, sebbene siano stati contestati da tutto il mondo della scuola, con scioperi con adesioni da record e innumerevoli manifestazioni di piazza, oltre che da diversi parlamentari, relegati all’angolo, e che hanno comunque costretto la maggioranza a chiedere la fiducia al Senato per evitare sorprese.

Attraverso otto deleghe, tra i 212 commi del testo di riforma che oggi arriva nell’aula della Camera, sono spuntati diversi assist che nei prossimi mesi, attraverso i conseguenti decreti attuativi, stravolgeranno il cuore dell’organizzazione scolastica italiana: dalla modifica del Testo Unico della scuola alla formazione iniziale, dal sostegno alla formazione professionale, dal diritto allo studio alla scuola dell’infanzia, fino al sapere umanistico, agli Esami di Stato e alle Scuole all’estero.

L’ufficio legislativo dell’Anief ha realizzato un’analisi del disegno di legge. A parte le finalità (1-4), le deroghe e l’entrata in vigore (186-200, 209-212) e i fondi (201-208), per gli esperti del sindacato il testo può essere diviso per materie: alternanza scuola-lavoro (28-44), con l’introduzione di 400 ore negli istituti tecnici e 200 ore nei licei a partire da settembre nelle classi terze, istituti tecnici superiori (45-55), competenze digitali (56-62), con formazione obbligatoria di tutto il personale, organico autonomia (5-27, 63-77), accanto a quello su posti comuni e di sostegno con albi territoriali, competenze dirigente scolastico (78-94), con valutazione e valorizzazione, corsi-concorsi e chiamata diretta del personale (79-85), piano straordinario assunzioni in tre fasi dal prossimo anno con mobilità straordinaria e assegnazione provvisoria fuori dal vincolo triennale (95-108 ma già 18, 73, 79-85), nuovo concorso soltanto per abilitati e chiamata diretta (109-114), formazione obbligatoria anche su sostegno con card, istituzione del nucleo di valutazione, anno di prova e assegnazione del merito (115-130), norme che ignorano la sentenza della Corte di Giustizia europea sui contratti a termine e che prevedono la copertura dei risarcimenti erogati (131-132), funzionalità scuole in merito a comandi, distaccati, portale unico, erogazioni liberali, sicurezza ed edilizia scolastica (133-179). Seguono le materie per delega dalla lettera a alla lettera h (180-185).

Cosa accadrà nelle scuole è presto detto. Il Collegio dei docenti di ognuno dei circa 8.500 istituti scolastici autonomi, entro ottobre dovrà deliberare sul piano triennale dell’offerta formativa: si tratterà di decisioni importanti, perché avranno un forte impatto sulla definizione dell’alternanza scuola-lavoro, sui 52 mila posti da assegnare in base alla tabella 1 delle assunzioni, quella per il potenziamento dell’offerta formativa; mentre durante l’anno, sempre il Collegio, dovrà nominare i due membri docenti del nucleo di valutazione e della formazione obbligatoria del personale, anche in tema di competenze digitale e disabilità scolastica.

Il tutto per funzionare necessiterà dell’emanazione di diversi decreti ministeriali, i quali ridefiniranno anche i fondi assegnati alle scuole, il rendiconto annuale, la carta degli studenti, il piano digitale, le line guida sulla valutazione. Con l’assunzione di 48mila docenti, che avverrà ad anno scolastico abbondantemente iniziato, dopo una davvero sempre più probabile riapertura dei termini sulle domande di assegnazione provvisoria.

“Bastano soltanto questi elementi – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief, segretario organizzativo Confedir e confederale Cisal – per comprendere perché l’anno inizierà nel caos più totale. Ma noi non ci arrenderemo: oggi pomeriggio, dalle 17, saremo in piazza Montecitorio per dire no, sino all’ultimo, con tanti docenti, amministrativi, tecnici, ausiliari, precari e di ruolo, all’approvazione di una riforma stracolma di norme illegittime, dannose e incostituzionali”.

“Allo stesso tempo – continua Pacifico -, come Anief continueremo a presentare ricorsi, ad iniziare da tutti coloro che non saranno stabilizzati da questa riforma: stiamo parlando di più di 75mila colleghi che fino al 30 giugno hanno lavorato dentro le nostre scuole, ma che non sono nelle Graduatorie ad Esaurimento e dunque non potranno in alcun modo essere assunti. E la stessa beffa viene rifilata al personale Ata, che dalle assunzioni del piano straordinario di immissioni in ruolo è stato addirittura incredibilmente escluso. Il nostro sindacato patrocinerà gratuitamente, presso il Tribunale Civile di Roma una serie ricorsi contro la Presidenza del Consiglio, con lo scopo di ottenere risarcimenti milionari per tutti quei docenti che sono stati in questi anni sfruttati coi contratti a termine. Inoltre, chiederemo la loro stabilizzazione con ricorsi seriali per tutti coloro a cui sarà negata la facoltà di insegnare anche come supplenti,”.

Anief, nel frattempo, si prepara ai ricorsi per la declaratoria di incostituzionalità della chiamata diretta, per l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento del personale abilitato, per l’assunzione di tutti gli idonei dei vecchi concorsi, per la contestazione, anche attraverso le Rsu d’Istituto, dei criteri di assegnazione del merito al personale, per la stabilizzazione dei precari e la corresponsione del risarcimento, per la partecipazione dei laureati ai nuovi concorsi e dei ricorrenti attuali ai corsi-concorsi per dirigente scolastico. “Sono soltanto alcuni dei migliaia di ricorsi che investiranno la scuola italiana, per colpa di una riforma – conclude il presidente Anief – voluta soltanto dal premier”.

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