Ddl istituzione della filiera formativa tecnologico professionale e di revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento degli studenti. Il commento Anief

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Il documento prodotto durante l’incontro odierno tra amministrazione e sindacati: i punti chiave di questa iniziativa sono i percorsi quadriennali di formazione e l’alternanza scuola-lavoro già dal secondo anno, con almeno 400 ore totali. Il progetto prevede inoltre un certo numero di docenti provenienti dal mondo produttivo e professionale per potenziare l’insegnamento, oltre a una forte spinta verso l’internazionalizzazione attraverso scambi internazionali, visite e soggiorni di studio e stage all’estero.

Il presidente Marcello Pacifico ha così commentato: “i percorsi di istruzione tecnica devono tenere conto certamente di intercettare il fabbisogno del territorio, ma non possono trascurare i bisogni educativi dei nostri studenti”.

La delegazione Anief composta dai segretari generali Gian Mauro Nonnis ed Andrea Messina e dal presidente provinciale di Crotone Daniele Maggiore, ha manifestato delle perplessità sulla lettura delle necessità dei sistemi produttivi e la formazione degli studenti legata alle necessità delle imprese. Marcello Pacifico presidente nazionale Anief: “A poco serve che il percorso sperimentale prosegua fino al 6° anno in quanto il monte ore degli ITS non prevede impiego con contratto da dipendente: questa criticità rischia di far fallire un progetto con il quale si è complessivamente d’accordo; l’ANIEF ribadisce di proporre al personale impiegato negli ITS contratti da dipendente”.

Nel quadro dell’ordinamento dei cicli, sarebbe opportuna una valutazione più complessiva dei curricoli dell’intero ordinamento scolastico nazionale, con una ambizione pedagogico-scientifica più ampia, a partire dalla scuola dell’infanzia per arrivare ai tecnici e professionali con una visione unitaria e coerente delle caratteristiche e delle finalità del percorso di istruzione. Gli istituti tecnici e professionali hanno bisogno di una visione di insieme, di un attento ripensamento della struttura verticale dei curricoli, piuttosto che la quadriennalizzazione ma soprattutto di un maggiore prospettiva dal punto di vista pedagogico in questa visione sembra al momento mancare. “La definizione dell’offerta formativa dei campus – dichiara Gian Mauro Nonnis – dovrebbe porre particolare attenzione allo studente connotando la sua formazione con percorsi unitari, graduali e continui, per consentire una crescita progressiva e costante, anche attraverso passi orizzontali e verticali”.

Per quanto riguarda la valutazione del comportamento, sarebbe necessario inviare alle scuole delle linee guida in base alle quali ogni Collegio dei docenti possa elaborare dei criteri; inoltre, secondo il giovane sindacato alcuni aspetti da prendere in considerazione dovrebbero essere il rispetto (Rispetto di sé e degli altri – Rispetto dell’ambiente e delle regole); partecipazione (Attenzione/coinvolgimento – Organizzazione/precisione); impegno (Rispetto delle consegne di lavoro – Volontà e costanza nel raggiungimento degli obiettivi).

Secondo Andrea Messina, “la frequenza assidua e la partecipazione alle attività didattiche proposte alla classe, devono essere degli indicatori fondamentali così come il rispetto delle persone (docenti, compagni, personale ATA ma anche altri durante visite e/o viaggi di istruzione) e dell’ambiente (scolastico ed extrascolastico)”.

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