DDL Buona Scuola è legge. Delusione di docenti II fascia GI, neolaureati, studenti

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comunicato – Il Parlamento ha definitivamente approvato il DDL Buona Scuola, avallando un modello di scuola di tipo aziendalistico, sottoposto ai diktat di un “preside-manager”, alla costante ricerca di finanziamenti privati. Suscitano sdegno e delusione la mancanza di un reale confronto con noi studenti, docenti, precari, abilitati e abilitandi, che in questi mesi abbiamo riempito le piazze di tutto il paese veicolando la nostra idea di scuola pubblica, in netta antitesi rispetto al contenuto del DDL.

comunicato – Il Parlamento ha definitivamente approvato il DDL Buona Scuola, avallando un modello di scuola di tipo aziendalistico, sottoposto ai diktat di un “preside-manager”, alla costante ricerca di finanziamenti privati. Suscitano sdegno e delusione la mancanza di un reale confronto con noi studenti, docenti, precari, abilitati e abilitandi, che in questi mesi abbiamo riempito le piazze di tutto il paese veicolando la nostra idea di scuola pubblica, in netta antitesi rispetto al contenuto del DDL.

“Drammatico è il bilancio per la politica di reclutamento e dell’accesso all’insegnamento. – dichiara infatti Alessandra Operamolla, presidente di ADAM – Noi manifestiamo il nostro dissenso e continueremo a batterci in special modo per il riconoscimento del valore concorsuale al percorso di TFA. Questa è l’unica soluzione per non defraudare di ogni significato e valore l'abilitazione stessa. Rappresentiamo una preziosa risorsa per lo Stato, ma con questa riforma sperimenteremo serie limitazioni all’accesso a

supplenze lunghe in copertura di posti vacanti, che non solo nei fatti verranno significativamente ridotte per effetto del piano di razionalizzazione previsto da questo ddl, ma in maniera incostituzionale ci verranno precluse dopo 36 mesi di servizio.”

“E’ inaccettabile – afferma Daniela Servello, Coordinamento Tfa secondo ciclo e Coordinamento nazionale docenti di educazione musicale – che il Governo escluda gli abilitati più giovani dal piano di assunzioni, senza tenere conto delle effettive esigenze e del valore aggiunto che essi rappresentano per il sistema scolastico.”

“Totalmente abbandonati e privi di risposte risultano i non abilitati, tra cui i neolaureati – aggiunge Alberto Campailla, portavoce di Link – Coordinamento Universitario – che dovranno ancora attendere tre anni per sperare in un nuovo reclutamento. Chiediamo quindi a gran voce un piano pluriennale di assunzioni per tutti gli abilitati, un concorso aperto ai laureati e un sistema chiaro di accesso al ruolo.”

“Questa riforma è ben lontana dalla risoluzione del problema del precariato – dichiara Nicola Iannalfo, Coordinamento Docenti Precari – e danneggia i diritti contrattuali dei docenti che saranno assunti con le nuove procedure messe in atto dal 2016: i docenti stabilizzati saranno inclusi in albi territoriali, funzionali alla copertura delle necessità delle scuole anche in termini di supplenze, legittimando quindi il profilo del “supplente di professione” sotto forma di incarichi “a intermittenza”. Invece, pretendiamo un piano pluriennale di assunzioni, che coinvolga anche le graduatorie d’istituto di seconda fascia e rispetti il reale fabbisogno della scuola pubblica.”

“Continueremo a far sentire la nostra voce – ribadiscono le associazioni – dal prossimo autunno, per il riconoscimento dei nostri diritti e per l’abrogazione di questa riforma antidemocratica e ci mobiliteremo per un’istruzione pubblica e indipendente nel nostro Paese. ”

ADAM – Associazione Docenti Abilitati per Merito

Coordinamento TFA II ciclo

Coordinamento Nazionale Docenti di Educazione Musicale

Coordinamento Docenti Precari

LINK – Coordinamento Universitario

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