I dati sulla disoccupazione: più precarietà per tutti!

di redazione
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Il commento della Rete della Conoscenza ai dati ISTAT sulla disoccupazione generale e giovanile

Il commento della Rete della Conoscenza ai dati ISTAT sulla disoccupazione generale e giovanile

Sono usciti oggi i nuovi dati ISTAT sul tasso di disoccupazione relativo al mese di febbraio, che è risalito al 12,7%. Anche la disoccupazione giovanile torna a crescere, attestandosi al 42,6%.

“I dati sulla disoccupazione, in particolare quella giovanile – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza – confermano ciò che affermiamo da tempo: le politiche economiche del Governo, in particolare il Jobs Act, non vanno affatto nella direzione della ripresa economica e dell'uscita dalla crisi. Non si tratta infatti di provvedimenti che migliorano le condizioni dei lavoratori e della nostra generazione, ma sono piuttosto l'ennesimo regalo alle imprese che possono procedere con la svalutazione del costo del lavoro – cioè dei salari, dei diritti e delle tutele – piuttosto che innovarsi. Anche l'aumento dei contratti a tempo indeterminato sbandierato dal Governo nasconde una realtà ben diversa, che è quella del definitivo svuotamento del contratto a tempo indeterminato dai diritti e dalle tutele garantite in precedenza ai lavoratori assunti in questo regime: le differenze tra i precari e i cosiddetti 'garantiti' sono state eliminate livellando tutti verso il basso”.

“La reale alternativa – concludono gli studenti della Rete della Conoscenza – dovrebbe essere costituita dalla previsione di forme universali di welfare che garantiscano l'autonomia sociale e la dignità degli individui, come il reddito di dignità recentemente proposto da Libera; un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori che restituisca dignità a chi lavora; e soprattutto un nuovo ciclo di politiche pubbliche, sul fronte della formazione, della ricerca e delle strategie industriali, che promuovano la trasformazione del sistema produttivo in direzione della giustizia ambientale e sociale. Un orizzonte di trasformazione che, tuttavia, è fuori dalla prospettiva di questo Governo che si conferma in continuità con i precedenti”.

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