Dati sensibili : il Garante vieta la diffusione in internet

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Dopo la pubblicazione da parte del portale “Sistema Puglia” di dati sensibili il Garante ha vietato alla Regione Puglia la diffusione in internet di dati che possano rivelare lo stato di salute dei cittadini.

Dopo la pubblicazione da parte del portale “Sistema Puglia” di dati sensibili il Garante ha vietato alla Regione Puglia la diffusione in internet di dati che possano rivelare lo stato di salute dei cittadini.

L’Autorità per la privacy ha verificato che la Regione Puglia aveva pubblicato i nominativi di chi aveva fatto domanda per partecipare ad un bando riservato ai disabili, rivelandone, oltre al nominativo, anche lo stato di salute. I Documenti allegati nelle domande, tra l’altro, riportavano anche altri dati che non avrebbero dovuto essere pubblicati in chiaro, come ad esempio per le domande non ammesse, la motivazione dell’esclusione, la data e l’ora dell’istruttoria, l’esito.




Tutte queste informazioni, oltre ad essere perfettamente visibili erano anche scaricabili in rete inserendo le generalità nei motori di ricerca. Proprio per questo motivo il Garante ha vietato alla Regione Puglia l’ulteriore diffusione di dati personali contenuti in tali documenti. L’Autorità ha, inoltre, ordinato alla Regione per il futuro, di conformare la pubblicazione di atti pubblici alle disposizioni del Codice privacy. La Regione Puglia dovrà provvedere anche a contattare i responsabili dei maggiori motori di ricerca per sollecitare la rimozione degli allegati dalla copia web e dalla cache dei motori di ricerca stessi.

La Regione Puglia, sul proprio portale istituzionale ha pubblicato un comunicato in cui spiega che la pubblicazione dei dati sensibili dei disabili è derivata dall’erronea pubblicazione di 4 allegati su 45. Gli allegati, che erano preventivamente confezionati in maniera separata non avrebbero dovuto essere pubblicati e si è trattato di un mero errore materiale che già si è provveduto a risolvere.

“In realtà sono coinvolti 4 atti dirigenziali su 45, risalenti al primo trimestre 2014, per i quali l'errore in fase di pubblicazione è stato quello di non stralciare l'allegato, che avevamo appunto predisposto in forma separata proprio perché fosse agevole eliminarne i dati sensibili. In generale, per tutti gli atti successivi abbiamo utilizzato il solo codice pratica delle domande di contributo, evitando così qualsiasi rischio. Abbiamo già ottemperato, lunedì della scorsa settimana, alla disposizione del Garante, i cui uffici sono stati da noi sentiti tempestivamente il giorno stesso della notifica da parte del Garante.La nostra tempestività nella rimozione degli allegati interessati e l’evidenza sottolineata dall’errore di soli 4 atti dirigenziali su 45, dicono non solo della nostra buona fede ma anche della perfetta conoscenza delle normative di riferimento in materia di privacy.Del resto il nostro Assessorato non solo presta, come è ovvio, un’attenzione molto meticolosa alla garanzia dei diritti delle persone disabili, ma è impegnato nella promozione e nell’estensione dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine disabili in Puglia con strumenti concreti per la cura, l’assistenza e la loro autonomia” spiega Donato Pentassuglia, Assessore al Welfare e Salute.

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