Dati Inps, Pensione quota 100 assegno medio 1.900 euro. Piaciuta poco anche a personale scolastico

di Elisabetta Tonni
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La quota 100 è piaciuta a meno persone rispetto a quanto previsto.

Il personale scolastico sarebbe stato uno dei comparti dove la rinuncia a lasciare il posto di lavoro prima si è fatta sentire. Rispetto ai potenziali 70 mila stimati durante la formulazione della legge, le richieste effettive sono state circa 27 mila.

A beneficiare del nuovo regime pensionistico, in termini generali, è stato solo il 29% della platea interessata. E’ quanto dichiarato dal presidente Inps, Pasquale Tridico, che ha fatto un bilancio dei primi sei mesi.

La rinuncia all’abbandono del lavoro in età precedente a quella prevista dalla riforma Fornero ha comportato un minor esborso per lo Stato rispetto alla cifra stanziata con la legge di bilancio 2019.

L’andamento di scarsa attrattiva per quota 100 era già stato ipotizzato dai sindacati, le cui anticipazioni trovano conferma dai dati ufficiali.

Secondo il presidente dell’Inps, “Siamo al di sotto della previsione annua stanziata in sede di approvazione della Legge n. 26/2019: si tratta di un numero di beneficiari inferiore del 29% a quello che era stimato in quella sede (290mila per il 2019)“.

A far decidere il lavoratori di rimanere al loro posto sarebbe l’importo dell’assegno considerato troppo basso: circa 1.900 euro lordi. Il mancato versamento dei contributi dovuto proprio all’uscita anticipata si ripercuote sull’importo pensionistico da percepire che, per via del sistema contributivo, si abbassa.

Oltretutto, le differenze di stipendio fra Nord e Sud ovviamente si riflettono anche sulle differenze di assegno pensionistico: più pesanti quelli settentrionali; più leggeri quelli meridionali.

Anche il mondo della scuola sarebbe stato poco interessato a quota 100 forse sempre per l’importo meno sostanzioso.  L’ipotesi è di rigore, perché nonostante l’Inps abbia fornito l’importo medio della pensione per quota 100, le tabelle relative agli importi destinati ai lavoratori (ex) della scuola ancora non sono state rese pubbliche. Pare tuttavia che fra le domande del pubblico impiego, l’86% provenga degli enti locali e dal corpo docente della scuola.

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