Date a Cesare quel che è di Cesare: viaggio nelle periferie di un contratto scaduto. Lettera

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Inviato da Giancarlo Memmo – Alla luce  degli aumenti irrisori previsti dal rinnovo del contratto della Scuola, in fase di negoziazione, vediamo di fare chiarezza in modo definitivo sulla attuale situazione economica degli insegnanti.

 Forse servirà a dare notizie piuttosto che opinioni:

NOTIZIA 1

Quanto guadagna un docente della scuola italiana?

Prendiamo, a titolo esemplificativo e paradigmatico,  il caso di un docente della scuola superiore. Il guadagno netto della fascia stipendiale 15-20 anni di anzianità è di 1.691 euro e un lordo di 2.415,75 euro.

NOTIZIA 2

Quanto paga di “tasse” il docente della classe stipendiale 15-20 anni di anzianità?

Oltre all’aliquota IRPEF corrispondente, diciamo il 38%, dobbiamo aggiungere:

-ADDIZIONALE REGIONALE;

-ADDIZIONALE COMUNALE.

Nel cedolino del mese di gennaio queste due voci sono a zero, poi , da febbraio come tutti gli anni,  verranno inseriti gli “acconti” fiscali per gli enti locali, per correttezza andrebbero aggiunti all’aliquota IRPEF.

Ma non basta, ci sono anche altre voci di trattenute o tasse (le trattenute previdenziali):

-OPERA DI PREVIDENZA;

-INPDAP;

-FONDO CREDITO.

Infine ci sono le ritenute sindacali per circa 12 euro al mese (iscrizione sindacale facoltativa, tuttavia direi “necessaria” anche solo per presentare il 730).

Quindi il rapporto tra netto e lordo, evidenzia un’aliquota marginale complessiva che può arrivare, anche per stipendi modesti, al 42% tenendo conto dell’imposizione fiscale degli enti locali.

Stiamo parlando di “lavoro dipendente pubblico” non di imprese!

NOTIZIA 3

Il “merito docente” della Legge 107.

Nel caso considerato, il “merito” è quantificabile in 458,60 euro lordi corrisposti in un’unica soluzione, cioè ANNUALI UNA TANTUM.

Quindi nel caso paradigmatico considerato, oltre ad essere stato pagato in ritardo, il “merito” della Legge 107 per avere svolto lo scorso anno scolastico 2016/17 :

-oltre 150 ore di aggiornamento certificato;

-intervento e organizzazione convegno di educazione finanziaria;

-coordinatore di classe;

-funzione strumentale;

-membro del consiglio di istituto, della giunta esecutiva e segretario verbalizzatore;

– altre attività,

è annualmente (non mensilmente!) pari a circa 280 euro netti e….ciliegina sulla torta,  – non va dimenticato – l’anno 2013,  non conta ai fini della progressione di carriera e degli scatti di anzianità, un’altra sorta di “tassa occulta” che i docenti pagano.

CONCLUSIONI

Sarebbe facile fare qualunque tipo di paragone, basti solo pensare che gli aumenti netti mensili dei presidi sono pari a quanto l’Aran vorrebbe annualmente (non mensilmente) corrispondere in termini di arretrati “lordi”,  ai docenti, cioè dal luglio 2015 in cui si pronunciò la Corte Costituzionale. Non vi è dubbio che “la classe docente” italiana ha tenuto fino ad ora il Paese nell’alveolo della civiltà e si è sobbarcata, insieme alle famiglie, i costi del tentativo di allineamento del sistema economico Italia alla Germania. Il resto è propaganda e la lasciamo ai partiti politici, almeno a quelli che rimarranno dopo le elezioni politiche delle (quasi) idi di marzo, dove voterà anche “la Scuola” che porta i segni della 107 e del trattamento ricevuto dai dispensatori di elemosine.

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