Dario, prof a 20 anni, oggi insegna in carcere: c’è più rispetto perché si studia per scelta e non per obbligo. L’età? Aiuta nel dialogo

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Dario Chimenti, un professore siciliano 23enne, racconta a Orizzonte Scuola la sua storia in cattedra iniziata a 20 anni. Oggi insegna in un istituto carcerario e spera di diventare presto un insegnante di scienze motorie.

Prof a 20 anni, cosa insegni?
Sono un Itp, insegno laboratorio di informatica in compresenza nelle scuole superiori. Questo è il terzo anno di insegnamento.

Con quale titolo di studio hai cominciato?
Ho due diplomi: liceo scienze umane e istituto tecnico. Grazie a quest’ultimo diploma insegno. Sono anche laureato in Scienze dell’educazione e da gennaio ho iniziato la magistrale in Scienze motorie.

Cosa pensi di fare in futuro?
Voglio proseguire con l’insegnamento, magari scienze motorie. A me piace lo sport, sono istruttore di atletica leggera. Il mio obiettivo è insegnare, ho sempre voluto fare l’insegnante. Ho voluto fare Scienze dell’educazione proprio per capire meglio le dinamiche di gruppo, approfondire campi della pedagogia, sociologia, psicologia.

Quando ti sei inserito in graduatoria?
Sono della provincia di Palermo ma insegno a Milano perché mi sono inserito nella provincia di Milano. Ho iniziato qui due anni fa. Quest’anno sono stato mandato nella succursale al carcere di Opera.
Lo scorso anno mi hanno chiamato all’ITSOS Albe Steiner.
Tre anni fa invece ho insegnato in Sicilia in una scuola privata

Come ti sei trovato a insegnare fra ragazzi più o meno coetanei?
Bene, ho avuto classi di prima ma anche due classi di quinta, quindi alunni abbastanza vicini alla mia età. Siamo sempre riusciti a mantenere il rispetto dei ruoli. I ragazzi erano contenti del fatto che avevano un professore così giovane. Il dialogo era molto facilitato proprio grazie a questo.

Com’è insegnare in carcere?
Inizialmente non sapevo come mi sarei trovato. Ora posso dire che è stata un’esperienza bellissima e formativa, da rifare sicuramente. Ho iniziato a ottobre e finirò il 30 giugno. Spero che l’anno prossimo mi richiamino in questo istituto carcerario.

Come svolgete le lezioni?
Le lezioni si svolgono come in una scuola normale. Nel mio caso specifico, non avendo laboratorio di informatica, i computer vengono portati nella sezione didattica dove si fa scuola. Dalle 8 a mezzogiorno si fa lezione.
C’è la massima sicurezza e siamo in sicurezza. Ogni mattina ci controllano, non possiamo introdurre nulla dall’esterno. I ragazzi sono molto rispettosi, forse di più rispetto alle altre scuole, perché vengono a lezione per loro scelta e non perché sono obbligati.
Oltre ad Opera dove svolgo 14 ore, ho un incarico di 4 ore in due prime in un istituto tecnico di Bollate.

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