Dare voce ai sordomuti: invenzione di due studenti finanziata dalla scuola

di Elisabetta Tonni
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Un guanto dotato di sensori, un’app, uno smartphone, una voce artificiale e soprattutto il laboratorio di una scuola: con questi elementi anche i sordomuti potranno avere la loro voce.

E’ il frutto di un’invenzione messa a punto da due adolescenti di Varese per rendere concreto il principio “la tecnologia al servizio degli uomini”.

Mateo e Antonio hanno pensato a uomini speciali: i sordomuti che, in grado di leggere il labiale, hanno spesso difficoltà a comunicare con chi non conosce il linguaggio dei segni.

L’idea è stata talmente geniale e di valore umano e sociale da ricevere i complimenti del ministro Bussetti agli studenti e agli insegnanti. “Sono davvero orgoglioso di Mateo e Antonio – ha detto il Ministro – due studenti del terzo anno dell’Isis “Facchinetti” di Castellanza, che sono stati in grado di trasformare la passione per la tecnologia e l’informatica in qualcosa che potrà migliorare radicalmente la vita quotidiana di tantissime persone, rivoluzionando il modo di comunicare delle persone sorde. Da ministro dell’Istruzione faccio davvero i miei complimenti a questi ragazzi e ai loro insegnanti“.

I due studenti al terzo anno della secondaria superiore hanno lavorato assieme ai compagni di classe a un progetto di educazione digitale. E quale migliore educazione che trasformare il linguaggio delle mani in linguaggio fonetico?

Il principio è semplice da spiegare: il guanto è dotato dotato di un sensore collegato a un altoparlante in grado di emettere un suono diversificato a ogni movimento della mano e quindi di produrre la parola corrispondente a quella del lis.

L’invenzione non finisce qui. Ora il gruppo sta lavorando a perfezionare il suono e fare in modo che alle donne sia associata una voce femminile e agli uomini quella maschile.

Il prototipo è costato 150 euro, una spesa sostenuta – secondo quanto riportato da VareseNewsinteramente dalla scuola, ma l’idea è quella di realizzare in futuro un prodotto a livello industriale il cui prezzo finale presunto potrebbero aggirarsi attorno ai 500 euro.

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