Dare la cittadinanza ai figli di immigrati che hanno completato 5 anni di scuola. Lo Ius Scholae atteso da oltre un milione di ragazzi

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Alla Camera dei Deputati è il giorno dello Ius Scholae, una proposta di legge sulla cittadinanza per i figli degli immigrati.

Il testo punta a riconoscere il ruolo della scuola consentendo a quasi un milione di ragazzi under 18 (nati in Italia o arrivati entro i 12 anni) la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato “almeno 5 anni di scuola”.

In realtà la cittadinanza non scatterà automaticamente alla conclusione del ciclo di studi, ma dovrà essere richiesta dal bambino o da uno dei genitori.

Dare ai ragazzi la cittadinanza anche prima della maggiore età mette d’accordo tutto il centrosinistra, ma ha diviso il centrodestra: ieri nel voto della commissione Affari costituzionali che ha approvato il mandato al relatore Giuseppe Brescia, la Lega ha votato contro il testo insieme a Fdi. Forza Italia si, Annagrazia Calabria ha votato contro e Renata Polverini a favore.

“Finalmente si va in aula, davanti a tutti gli italiani, per iniziare a saldare un debito con migliaia di ragazzi che si sentono italiani, ma che non sono riconosciuti come tali dallo Stato”. Così Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e relatore del provvedimento.

“Lo ‘ius scholae’ è una risposta pragmatica e semplice a una richiesta di cambiamento diffusa. Non toglie nulla a nessuno, ma aggiunge e crea le condizioni per una società più inclusiva e giusta”, conclude.

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