D’Aprile (Uil Scuola Rua): “Trasformare contratti docenti precari in immissioni in ruolo. Il numero chiuso al Tfa Sostegno va eliminato”. INTERVISTA

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Stop al numero chiuso al Tfa Sostegno, sì al piano straordinario di assunzioni del personale docente. La soluzione al precariato per la Uil Scuola Rua è un “atto da compiere perché la stabilizzazione potrebbe rappresentare un volano di crescita per l’intera economia del Paese”. A Orizzonte Scuola il segretario generale della Federazione Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile.

Il Ministero ha confermato un piano di assunzioni straordinario per il personale docente. Pensa si possa arrivare a un settembre diverso da quello visto in questi anni?

Arrivare a settembre con tutto il personale a scuola non dovrebbe rappresentare un’eccezione ma una regola. Auspichiamo che alle promesse seguano i fatti.
Bene il piano di assunzioni straordinario per gli insegnanti che abbiano maturato 36 mesi di servizio o siano in possesso dei 24 crediti formativi universitari. Una nostra rivendicazione su cui, ricordiamo, c’è stato un lungo confronto con il ministero che ci ha visti protagonisti con proposte concrete che si realizzeranno, si auspica, con questo provvedimento.
Restano comunque delle questioni aperte.
È necessario che la fase straordinaria di reclutamento, come più volte rivendicato dalla Uil, debba prevedere lo scorrimento delle graduatorie delle supplenze già esistenti, ovvero le graduatorie dove sono presenti i docenti abilitati e i docenti specializzati sul sostegno e con 3 anni di servizio.

Bisogna inoltre tenere in considerazione i candidati idonei – da anni anche loro precari – inseriti nelle graduatorie dei concorsi e garantire loro l’assunzione in ruolo anche oltre la vigenza delle stesse graduatorie.

Per tale motivo è più che mai urgente che in fase di conversione del decreto della P.A. venga abrogato il vincolo biennale delle graduatorie di merito in modo da poter procedere negli anni con le assunzioni a tempo indeterminato anche dei docenti idonei.
Resta poi il nodo delle abilitazioni, non più rinviabile.

La possibilità del conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento è un provvedimento che tarda ad arrivare; nel frattempo il concorso straordinario abilitante bandito in Gazzetta Ufficiale tre anni fa non è mai stato attuato. Di fatto si impedisce ai docenti di abilitarsi.

O si dà seguito a quanto stabilito in gazzetta o si proceda a restituire i 15 euro già versati allo Stato per prove, appunto, mai effettuate.

Qual è per la Uil Scuola Rua una possibile soluzione al precariato?

Sul tema, qualche mese fa, abbiamo presentato al ministro Valditara uno studio dedicato. La stabilizzazione dei precari della scuola, oltre 250 mila, comporta una spesa di 180 milioni di euro l’anno, ossia circa 715 euro a precario.
Lo studio della Uil Scuola Rua parte dall’analisi dei livelli stipendiali tra personale precario e personale a tempo indeterminato: un confronto tabellare basato su dati del Ministero dell’Istruzione e del merito, del Ministero delle Finanze, dell’Inps e del contratto scuola 2018.

Una differenza tra stipendi, non genericamente determinata, ma basata sull’esame di tutte le componenti di spesa per determinare il costo complessivo dell’immissione in ruolo di tutti i precari della scuola.

La trasformazione dei posti dall’organico di fatto in posti in organico di diritto, e degli attuali contratti precari del personale della scuola in immissioni in ruolo, avrebbe – dall’analisi dei dati – un’incidenza ‘minima’ per la spesa dello Stato e riflessi esponenziali sulla qualità della vita scolastica, intesa come comunità educante.
È un passo da compiere, non solo perché il personale della scuola lo merita, ma perché la stabilizzazione potrebbe rappresentare un volano di crescita per l’intera economia del Paese.

Particolarmente complessa la situazione sul sostegno: tantissime supplenze ogni anno vengono assegnate a precari senza titolo di specializzazione. Perché?

Il Ministero, su nostre pressioni, chiederà al governo l’emanazione di un Decreto-legge che preveda che i docenti in attesa del riconoscimento del titolo estero siano posizionati in coda alle graduatorie rispetto a chi lo ha conseguito in Italia o lo conseguirà entro giugno 2023. La situazione resta però complessa.

Evadere entro l’inizio del prossimo anno scolastico le oltre 11mila istanze dei docenti con il titolo conseguito all’estero e garantire i giusti diritti di quanti sono inseriti a pieno titolo nella I fascia delle graduatorie e di coloro che sono inseriti in II fascia di sostegno con esperienza almeno triennale, eviterebbe negative ricadute sulla continuità didattica degli alunni e controproducenti fratture tra i precari.

La Uil Scuola Rua ritiene da tempo, che il sistema misto – titoli esteri e titoli italiani – contribuisce a creare divisione tra i precari, incidendo negativamente anche sul pieno funzionamento della Scuola.
Per la Uil l’elemento di rivendicazione principale resta quello dell’accesso al sistema per l’acquisizione dei titoli universitari necessari all’insegnamento. Va eliminato il numero chiuso delle università che specializzano sul sostegno tenuto conto che circa l’85% dei titoli esteri riguarda l’insegnamento agli alunni con disabilità. Solo in questo modo si può rispondere ad una esigenza sempre più evidente.

L’obiettivo è duplice: da un lato limitare il più possibile che gli alunni abbiano docenti senza titolo, dall’altro che gli insegnanti non siano costretti a conseguirli all’estero cadendo spesso nella morsa della speculazione.

Pubblicata pochi giorni fa la circolare sugli organici ATA 2023/24: non si rileva nessuna novità particolare sui numeri. Cosa si può o si deve migliorare?

Purtroppo, fino ad ora, sta prevalendo la logica ragionieristica che taglia sulla scuola statale per fare cassa. È una storia che si ripete. La circolare diffusa dal MIM qualche giorno fa, mostra un decremento di 49 posti di Dsga e 29 posti in meno di assistente amministrativo. Per la Uil Scuola Rua, al contrario, per fronteggiare le sfide della scuola 4.0, del Pnrr e dell’informatica globale, è necessario un organico triennale la cui determinazione e ripartizione non segua criteri predefiniti a monte.

La carenza di organico crea molte criticità. Tra queste, la questione sicurezza degli alunni, messa a rischio dalla mancata o scarsa vigilanza, la gestione degli adempimenti di segreteria e dei laboratori di informatica, dove spesso gli assistenti tecnici sono “responsabili” di più laboratori.
Per quanto riguarda il primo ciclo è urgente assegnare ad ogni Istituto Comprensivo un assistente tecnico di informatica, non un tecnico per dieci scuole.
È altresì urgente aumentare l’organico nelle segreterie scolastiche per poter assolvere efficacemente ai vari compiti amministrativi/contabili; è necessario incrementare il profilo dei collaboratori scolastici anche ai fini della vigilanza e della sicurezza, spesso sottovalutata.
Occorre inoltre avviare una ricognizione approfondita per quanto riguarda i profili di addetto alle aziende agrarie, cuochi e guardarobieri.
Infine, attendiamo riscontro dall’amministrazione riguardo il personale Ata che fa registrare un grave problema di organico. Resta critico il giudizio della Uil per la miopia dell’amministrazione nel sottovalutare il ruolo e l’importanza del personale Ata. Senza il loro supporto, le scuole non potrebbero funzionare.

Altre domande e risposte con il segretario generale D’Aprile 

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