D’Aprile (Uil Scuola Rua): “Ferragosto difficile per i precari senza stipendio. Negato un diritto costituzionale”

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“È una situazione intollerabile, resa ancora più difficile dal momento economico attuale. Non è più accettabile che l’ordinarietà dei pagamenti venga trasformata in emissioni speciali da parte del Mef. Chiederemo un intervento urgente al Ministero dell’Istruzione e del Merito per ripristinare un diritto costituzionalmente garantito”: così in una nota la Uil Scuola Rua.

Andiamo verso un Ferragosto difficile per il personale della scuola ancora senza accredito degli stipendi.
Una condizione di criticità assoluta – mette in evidenza il Segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile – se pensiamo al livello degli stipendi del personale della scuola e al fatto che, differiti così a lungo nel tempo, non permettono un livello di vita adeguato.

Stiamo parlando – osserva D’Aprile – di persone che si spostano per centinaia di chilometri, ogni mattina, per assolvere al proprio lavoro con dedizione e professionalità. Nella maggior parte dei casi lavorano lontano dai propri affetti e dalla loro famiglia, sono chiamati a grandi sacrifici.

È una faccenda che purtroppo non ci stupisce. Casi del genere fanno notizia, ma – purtroppo – non sono un elemento nuovo. È una situazione che abbiamo posto più volte all’attenzione del ministero.

Si sta calpestando un diritto costituzionalmente garantito. È una situazione inaccettabile – insiste il Segretario – per docenti e Ata che meritano più rispetto soprattutto per la condizione precaria, unica nel nostro Paese.

L’ordinarietà dei pagamenti è stata trasformata (da troppo tempo) in emissioni speciali da parte del Mef – rilancia D’Aprile. Una situazione di per sé intollerabile, resa ancora più grave dal momento economico attuale.

I precari della scuola sono oltre 200mila ed è anche grazie al loro lavoro che le scuole funzionano. Per loro, che ogni giorno, nonostante tutto, continuano a far funzionare le scuole, chiediamo rispetto.
Chiederemo un intervento urgente al Ministero dell’Istruzione e del Merito per ripristinare un diritto costituzionalmente garantito“.

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