D’Aprile (Uil Scuola RUA): “Innalzare retribuzioni del personale scolastico con il prossimo contratto. Nella manovra nulla su precariato, vincoli mobilità e organico ATA. Per noi merito significa inclusione” [VIDEO INTERVISTA]

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“Un contratto che per noi è un timido passo, una boccata d’ossigeno. Ma abbiamo sottolineato come ancora non si veda nessuno stanziamento per l’avvio del rinnovo contrattuale 2022/2024. Le retribuzioni devono essere innalzate non solo per adeguarli a quelli dei colleghi europei ma soprattutto per la delicata funzione del ruolo che il personale della scuola svolge nei confronti degli alunni”.

Lo ha detto Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola RUA nel corso di una video intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola.

Abbiamo chiesto un intervento politico al fine di inserire in finanziaria ulteriori risorse che incrementerebbero quelle accontentate al rinnovo contrattuale. La scuola deve essere soggetto a cui destinare risorse stabili e nel tempo e ci vuole un atto di coraggio e porre la scuola fuori dai vincoli di bilancio e fuori dal patto di stabilità“, prosegue.

Sui 300 milioni dal MOF: “Sono soldi destinati alal valorizzazione del personale ma abbiamo sottoscritto un accordo. Se in finanziaria non soddisferanno le premesse dell’accordo quei 300 milioni torneranno in contrattazione“.

Sulla parte normativa del contratto: “Stiamo negoziando sulla parte giuridica e c’è molta urgenza e le cose da fare sono tante: la riforma degli ordinamenti del personale ATA, la valorizzazione dei Dsga, relazioni sindacali, mobilità, la formazione tutti istituti contrattuali che fino ad oggi non sono stati regolamentati dal contratto collettivo nazionale ma che saranno adesso regolamentati grazie alla sequenza contrattuale“.

Sulla legge di bilancio poco o nulla si prevede per la scuola? Solo 150 milioni di euro per la valorizzazione dei docenti che stridono con le dichiarazioni del Ministro in cui diceva soldi freschi per la scuola, soldi nuovi. Nulla sul precariato che annovera oltre 200 mila supplenti, nulla sull’incremento dell’organico ATA, nulla sul reclutamento, nulla sui vincoli e la mobilità, nulla per lo scorrimento degli idonei dei concorsi e ancora nulla sulla risoluzione del contenzioso dei dirigenti scolastici”.

Nel secondo incontro, quello con i dirigenti scolastici – prosegue D’Aprile – il Ministro dell’Istruzione ci ha chiarito come verranno tagliati posti e sedi. E’ vero che questo Governo farà un taglio minore. Ma non si può nascondere dietro il calo demografico per dire io faccio una razionalizzazione. Questa era un’opportunità per avere 18-20 alunni massimo per classe per tornare allo standard di questo Paese“.

E ancora: “Perché si danno 70 milioni in più alle scuole paritarie, ovvero i fondi congelati dal Governo Draghi, per colmare il calo di iscritti e ciò non avviene per la scuola statale? Perchè il testo della relazione della finanziaria del 2023 è uguale a quello della manovra del 2022? Nel testo si parla di Formazione e conferma della Scuola di Alta Formazione, che non ci vede favorevoli perché vede un modello di scuola dirigista e aziendale, che prevede 1 milione e 200 milioni circa. Non si può insegnare ad insegnare. Perché nulla sul precariato, nonostante avessimo fatto i calcoli precisi? Per stabilizzare 250 mila precari occorrerebbero solo 180 milioni di euro trasformando anche l’organico di fatto in organico di diritto, la manovra è di 35 miliardi, 700 euro ciascuno per immettere in ruolo“.

Infine, il segretario Uil Scuola RUA commenta la merito: “ancora il Ministro non si è espresso su questo punto. Non ha declinato ancora. Sicuramente per me è indispensabile mettere tutte le scuole e gli alunni sullo stesso piano, farli partire da un uguale punto di partenza. E credo che ancora non sia questo il momento. Ha senso parlare di merito se ci sono garanzie uguali per tutte, infrastrutture uguali per tutti. Ancora non sappiamo i parametri. Cosa significa merito e su cosa si basa? Per noi la scuola è inclusione. Se per premiare i migliori si lasciano indietro i più deboli finisce l’inclusione“.

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