D’Aprile (UIL), non conosciamo i dati dei contagi a scuola e quanti docenti realmente si sono vaccinati. Governo si assuma proprie responsabilità

Stampa

Ad oggi non si hanno ancora dati su quello che è stato realmente il ruolo della scuola nel diffondersi della pandemia COVID e non si hanno dati veritieri sulla reale vaccinazione del personale scuola, sono questi alcuni dei motivi che hanno portato il sindacato UIL ad una posizione di attesa sulle proposte ai fini dell’apertura del prossimo anno scolastico in assoluta sicurezza.

Lo scorso anno come sindacato avete più volte chiesto di avere i dati sui contagi nelle scuole, siete riusciti a venire a capo della questione?

No. Abbiamo rivendicato la conoscenza dei dati che riguardano la scuola. Un’analisi attenta degli accadimenti epidemiologici non può prescindere dalla esatta conoscenza dell’incidenza del contagio in ambito scolastico, elemento questo che consentirebbe di conoscere con puntualità il livello di esposizione dell’ambiente scuola ed elaborare le linee per la sottoscrizione del documento sulla sicurezza.

Stesse incertezze sul numero del personale vaccinato, da settimane si danno numeri palesemente sballati, come evidenziato più volte dalla nostra redazione

E’ un dato fondamentale, l’andamento della campagna vaccinale deve avere un peso nelle decisioni del Governo sull’inizio dell’anno scolastico. Al momento il CDM (probabilmente domani), dopo il confronto in sede di Conferenza Stato Regioni, sta decidendo sull’uso del green pass e sull’obbligo vaccinale, per cui riteniamo opportuno esprimere la nostra posizione solo successivamente.

Si rischia nuovamente la DAD?

La UIL Scuola ha condiviso a pieno la posizione del CTS che ha ribadito e argomentato come la Scuola si effettua solo in presenza. Resta impossibile sottoscrivere un documento che, sia pure in via residuale, apre alla possibilità di fare lezione in DAD. L’assunto deve essere scuola in presenza. E per farlo serve ogni azione utile e necessaria di Draghiana memoria (whatever it takes).

Cioè, vaccino obbligatorio?

Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità, garantendo i diritti dei lavoratori fragili e di coloro che per motivi sanitari non possono vaccinarsi. E’ questo a nostro avviso il punto dirimente: serve un’assunzione di responsabilità diretta da parte delle Istituzioni in cui si stabiliscano con esattezza diritti ed obblighi, evitando di traslare sul personale scolastico, a partire dai dirigenti scolastici, il peso di responsabilità di decisioni improprie ed evitare che il presidenti di regione possano ripetere le indicazioni dello scorso anno solo se si lasciano margini di discrezionalità.

Cosa chiedete al Governo per sottoscrivere il documento sul rientro in sicurezza a settembre?

Innanzitutto una gestione collegiale dell’intera materia, allargata alla partecipazione non solo delle istituzioni, ma anche delle famiglie e degli studenti in grado di coinvolgere l’intera Comunità scolastica sulle decisioni da assumere, evitando le incursioni di campo riscontrate nel passato ad opera di soggetti istituzionali che hanno messo in discussione l’intero impianto
Quindi una emanazione di normativa a favore dei lavoratori fragili che consente ai lavoratori di assentarsi equiparando tale periodo al ricovero ospedaliero qualora non sia possibile ricorrere allo smart working ed azzerando il comporto delle assenze.
Infine, avviare la riduzione degli alunni per classe, attraverso l’organico Covid, prevedere l’areazione delle aule, i nuovi spazi, i trasporti ed ogni elemento di tracciamento che possa prevenire e governare gli elementi di contagio.

Stampa

Eurosofia avvia il nuovo ciclo formativo: “Coding e pensiero computazionale per la scuola del primo ciclo”