“Dante, Leopardi e Gramsci, così rilancerò la cultura italiana”. Il neo ministro Sangiuliano presenta il suo programma

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“Vorrei cominciare la mia attività da ministro con due grandi mostre. Una su Umberto Boccioni e il futurismo. L’altra sul Rinascimento”.

Così in una intervista al Messaggero il neo ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano affermando che “mi impegnerò per la promozione della cultura più larga e più libera possibile”.

“Questi due momenti storici e culturali sono stati quelli che, ognuno a modo suo, hanno proiettato l’Italia nel mondo. Ma prima di queste grandi eventi internazionali, nei prossimi giorni andrò nella casa di Benedetto Croce, dove c’è la fondazione, a Napoli, che è la mia adorata città”. 

“Voglio cominciare proprio da Leopardi. E da Dante, da Benedetto Croce, da Giovanni Gentile, da Giuseppe Prezzolini. E direi anche da Antonio Gramsci”, spiega aggiungendo che “bisogna uscire da una mentalità solo conservativa dei beni culturali. E occorre creare con coraggio un nuovo immaginario italiano”, “la nostra cultura va raccontata anche con gli strumenti della modernità: cinema, serie televisive, social. Bisogna riformare il fondo unico per lo spettacolo, il Fus, e riformare la burocrazia relativa alla raccolta e all’uso dei finanziamenti pubblici”, prosgue.

“Proverò a coinvolgere Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra, ma anche Pietrangelo Buttafuoco e lo storico ed ex assessore regionale dem Gianni Oliva. Un grande sogno sarebbe poter collaborare con Claudio Magris”, conclude.

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