Danno patrimoniale, docente assolta dalla Corte dei Conti: manca prova falsa malattia

di redazione
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La Corte dei Conti, con la sentenza n. 62/2019, si è espressa in merito ad un ricorso presentato da una docente avverso un sentenza della Sezione giurisdizionale della regione Toscana.

Il fatto

La docente, che insegna educazione musicale, era stata condannata a risarcire il Miur per danno patrimoniale, derivante da retribuzioni indebitamente percepite durante un periodo di malattia, e per danno all’immagine. In totale il risarcimento ammontava a € 97.374,91 (€ 82.374,91 per danno patrimoniale e € 15.000,00 per danno all’immagine).

Le indagini della Guardia di Finanza avevano rivelato che le certificazioni di prolungamento della malattia provenivano da luoghi e medici diversi, mentre da alcuni siti internet risultava che l’insegnante, quale Presidente di un’associazione musicale, era solita dedicarsi all’organizzazione e partecipazione di eventi musicali in varie zone d’Italia, ostacolando o comunque non favorendo una pronta guarigione.

La decisione della Corte dei Conti

La Corte ha deciso che la sentenza di condanna della docente va riformata per mancanza di prova dei contestati danni erariali.

La Corte ha evidenziato che non è stata fornita alcuna prova in merito alla presunta falsità dello stato di malattia dell’interessata, ritenendo “verosimile che costoro siano stati tratti in errore dalla paziente” (v. atto di citazione), senza però fornire alcun riscontro della dedotta capziosa induzione in errore, pur trattandosi di professionisti diversi che hanno attestato, tutti e all’unisono, l’esistenza della stessa patologia.  

I certificati prodotti – afferma ancora la Corte – provenienti da medici convenzionati col SSN, devono ritenersi piena prova sino a querela di falso che, nello specifico, non risulta essere stata proposta dal Requirente cui incombeva il relativo onere.

Per i motivi succitati la Corte ha assolto la docente.

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