Dall’isolamento totale al diploma a scuola con i compagni: la storia di due studenti esempio di riscatto

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Due anni fa, Marco e Luca (nomi di fantasia), studenti di un istituto scolastico, erano sprofondati nell’isolamento più totale, una condizione conosciuta come sindrome Hikikomori.

La pandemia, i lockdown e la didattica a distanza avevano stravolto le loro esistenze, tanto che si erano rinchiusi in se stessi, rifiutando persino di andare a scuola.

“Ma non ci siamo mai arresi, famiglie e scuola. La conquista più bella è essere riusciti a portarli all’esame. A dispetto delle fragilità”, commenta la dirigente scolastica a La Tribuna di Treviso.

I due studenti si erano ritirati dalla scuola e dalla società. Non frequentavano le lezioni mattutine, non studiavano al pomeriggio e non uscivano più con gli amici. Erano divenuti, di fatto, hikikomori, un termine giapponese che significa isolamento sociale totale.

In risposta, la scuola ha preso la situazione in mano, chiedendo supporto all’Ulss, coinvolgendo lo psicologo scolastico e contando sul sostegno delle famiglie. “Si erano ritirati socialmente, non uscivano dalle proprie camere. Una situazione complicatissima”, ricorda la preside.

Gli sforzi congiunti, tuttavia, hanno avuto la meglio e, già sul finire del quarto anno, i due sono tornati in classe, riuscendo a recuperare il tempo perduto e ottenendo la promozione al quinto anno.

L’ultimo anno ha posto la necessità di supportare i ragazzi nel recupero delle lacune e nel rafforzamento del loro percorso di riscatto. Nonostante alcune difficoltà, sono riusciti a raggiungere l’esame di maturità, un grande traguardo.

La storia di Marco e Luca è un importante esempio di riscatto e di resurrezione dall’incubo della sindrome Hikikomori. Evidenzia, nel contempo, il ruolo decisivo che può avere la scuola nella riabilitazione sociale, non limitandosi alla pura didattica ma agendo anche come rete di sostegno “umano”.

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