Dalle assunzioni dei docenti ai nuovi ITS, Bianchi traccia il bilancio: “La scuola ripartirà”

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Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, in una lettera al Sole 24 Ore, traccia il bilancio della propria avventura a Viale Trastevere.

“In questi 18 mesi di governo abbiamo raggiunto due obiettivi: riaprire la scuola in presenza, dopo la stagione della pandemia, e avviare l’attuazione del Pnrr, un piano di riforme e investimenti senza precedenti che, insieme ad altri interventi, disegna la strategia per una scuola aperta, inclusiva e solidale, affettuosa, come vuole la nostra Costituzione”, scrive Bianchi

Poi aggiunge: “A settembre la nostra scuola ha riaperto in presenza, dopo un cammino graduale verso la normalità che ha restituito a studentesse e studenti la gioia di guardarsi in volto, perché il primo obiettivo è imparare a vivere insieme, come scriveva, nel 1996 Jacques Delors nel rapporto Unesco”.

E ancora: “La riforma degli Its ha tolto la formazione tecnica superiore dalla quasi clandestinità in cui era nascosta da anni. Ora di Its si parla e cresce l’interesse di ragazzi, famiglie, imprese. Gli Its sono la principale risposta al bisogno di ampliare l’offerta formativa per studentesse e studenti e dare loro le competenze per affrontare lo straordinario cambiamento dei sistemi produttivi che viviamo”.

Continua: “Alle nostre scuole stanno arrivando le risorse per trasformare oltre 100mila classi in ambienti di apprendimento innovativi e per contrastare la dispersione scolastica, con interventi mirati destinati agli istituti che hanno registrato i più alti tassi di fragilità degli apprendimenti. La scuola inclusiva che vogliamo è una comunità fondata sulla solidarietà e sul rispetto, che non lascia indietro nessuno e punta a colmare le crescenti disuguaglianze sociali. Per questo la riforma dell’organizzazione della scuola, che il prossimo governo dovrà completare, diviene cruciale per aumentare autonomie e flessibilità organizzative e affrontare problematiche di territori sempre più complessi e articolati”.

Spazio anche alle assunzioni: “Dopo anni di rinvii, abbiamo approvato la riforma della formazione e delle modalità di assunzione degli insegnanti: un quadro di regole certe per chi vuole diventare docente, concorsi annuali e un percorso di formazione continua lungo tutto l’arco della vita professionale. Abbiamo avviato procedure concorsuali da troppo tempo ferme, resistendo alle pressioni per agire con stabilizzazioni generalizzate ope legis. Le assunzioni realizzate e l’impegno ad assumere 70mila insegnanti con le nuove procedure sono impegni previsti dal Pnrr, così come quello di mantenere lo stesso numero di docenti fino al 2026, che risponde al bisogno di ridurre in tutto il Paese la numerosità degli allievi per classe ed evitare che la caduta demografica porti a chiusure nelle zone marginali e periferiche, perché quando chiude una scuola si avvia la desertificazione di un’intera area”.

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