Dalla quarantena “a bolle” alle mascherine in classe: la scuola è la sorvegliata speciale. Intorno al 10 ottobre si potrà fare il punto

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La scuola è iniziata da poche settimane ed è la sorvegliata speciale per quanto riguarda l’evoluzione dei contagi da covid: le prime difficoltà emerse sin dai primi giorni ma anche le prime proposte per allentare dove possibile la tensione, al momento sono solo dibattito. Fra 15-20 giorni si potranno iniziare a quantificare i problemi e i benefici.

E il Governo è il primo osservatore:”Vanno acquisti ulteriori dati: tutto dipenderà da quella che sarà la circolazione del virus nelle prossime settimane, ma è inevitabile che questo accadrà. Direi che sulla scuola, già tra due/tre settimane potremo fare un punto, intorno al 10 di ottobre“, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

Nei giorni scorsi è arrivato un dato incoraggiante dal fisico Giorgio Sestili:  “a dieci giorni dalla riapertura delle scuole non si vedano al momento segni di risalita” dei contagi da Covid: pur sottolineando come sia “molto presto per trarre conclusioni”.

E’ presto per valutare l’impatto delle lezioni in presenza sui contagi e su possibili modifiche ad alcune disposizioni anche per Gianni Rezza, il direttore della Prevenzione del ministero della salute, che ha detto: “Nelle prossime 2-3 settimane vedremo se le riaperture delle scuole insieme al riattivarsi di tutta la società potranno comportare o meno un certo aumento dell’incidenza” di Covid e “dell’Rt”, l’indice di trasmissibilità. “Per ora la situazione è buona”.

Quarantena: novità in arrivo

Forse qualche segnale di piccolo aumento in una certa fascia d’età” c’è. “Però lo sappiamo: al di sotto dei 12 anni non si può vaccinare ancora ed è una popolazione, quella dei bambini, che va attenzionata“.

Una delle questioni chiave è la quarantena: ci sono molte pressioni per una riduzione della stessa, almeno per i vaccinati, e quel modello a “bolla” che prevede, in caso di alunno positivo in classe, di mettere in quarantena solo il compagno di banco o comunque i contatti più vicini. Sarà la regione Lazio a sperimentare il sistema inizialmente. Sistema che riguarderebbe comunque gli studenti dai 12 anni in su. Bisogna dire già siamo ad un punto avanzato tanto da prevedere che a breve potrebbe diventare un modello nazionale. Infatti il progetto “bolle” è già sul tavolo degli esperti del Cts.

L’altra questione è legata alla quarantena e la proposta includerebbe, come accennato in precedenza, la possibilità di ridurre i giorni di quarantena da 7 a 5 giorni se vaccinati.

Fino ad oggi, nella maggior parte dei casi, se viene trovato uno studente positivo viene messa in quarantena tutta la classe. Come secondo passo, viene fatto il tampone dopo 7 giorni ai vaccinati, dopo 10 ai non vaccinati.

“Il ministero dell’Istruzione è tenuto a dare corso alle indicazioni che arrivano dalle autorità sanitarie, così come accade ormai dall’inizio della pandemia, ma sicuramente si pone la questione di non discriminare gli studenti – sottolinea il sottosegretario all’Istruzione Sasso – Nemmeno, ovviamente, sulla base dell’adesione o meno alla campagna vaccinale. Su questo concetto generale non sono possibili deroghe, perché ne deriverebbe un vulnus intollerabile ai danni dei ragazzi”.

E osserva: “Fissare la durata della quarantena non rientra nelle prerogative del ministero dell’Istruzione, ma si è comunque aperta una riflessione sulla possibilità di ridurla per tutti”.

Mascherina in classe: se il quadro dovesse essere buono il progetto Bianchi andrebbe in porto?

Il punto sulla scuola atteso entro la metà di ottobre potrebbe anche prevedere novità in merito alla proposta del Ministro Bianchi per tenere, non appena la situazione epidemiologica sarà favorevole, le mascherine abbassate nelle classi dove tutti sono vaccinati.

“Il mio intervento, sulla possibilità di non indossare le mascherine nelle classi in cui tutti sono vaccinati, era e rimane una lettura del decreto del 6 agosto proprio per incentivare la vaccinazione dei più giovani. In questa disposizione si legge, infatti, che per le classi composte integralmente da studenti che abbiamo completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione, si potrà derogare dall’obbligo di mascherina”, ha detto Bianchi pochi giorni fa Montecitorio durante il Question Time.

“La lettura del decreto – ha aggiunto – è una indicazione condivisa con l’autorità sanitaria e verso cui tendere. Il Governo sta seguendo tutte le indicazioni che ci sono state date. Nelle nostre scuole sono seguite tutte queste indicazioni. Nei pochissimi casi di quarantene si sono compiute senza ulteriori problemi. Siamo quindi non soltanto alle regole che ci simo dati. Non c’è stato da parte mia nè da parte del Governo nessun azzardo”.

Ad ottobre si capirà dunque quanti alunni saranno costretti a fare lezione in Dad e per quanto tempo: al momento, sappiamo, come stabilisce anche l’ultimo decreto legge approvato in via definitiva dal Parlamento, nell’anno scolastico 2021-2022, l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado e universitaria sarà svolta in presenza. In base al Decreto Green Pass la misura è derogabile esclusivamente

  • in singole istituzioni scolastiche
  • o in quelle presenti in specifiche aree territoriali
  • e con provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e dei sindaci, adottabili nelle zone arancioni e rosse e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti.

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