“Dalla Manovra 2023 ci aspettiamo 7 miliardi per adeguare l’indennità di vacanza contrattuale alla legge”: Anief rilancia i ricorsi per recuperare il 2022

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Sentenza

“Per la Legge di Bilancio abbiamo chiesto di utilizzare i 7 miliardi del rinnovo dei contratti per adeguare l’indennità di vacanza contrattuale ai parametri previsti dalla legge”. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Ogni docente, Ata, educatore ha diritto a 3.400 euro di arretrati più mille euro per i precari”, ricorda il sindacalista alla rivista on line Orizzonte Scuola rilanciando in tal modo i ricorsi Anief per recuperare l’anno 2022 e l’applicazione incompleta dell’indennità, ma anche per fare assegnare ai docenti e Ata precari l’assegno di 1.000 euro di arretrati per soddisfare il principio della parità di trattamento.

Pacifico ha anche spiegato che oggi più che mai, sempre attraverso la Manovra di fine 2023 “serve un doppio canale di reclutamento per stabilizzare i precari, l’eliminazione dei vincoli sulla mobilità sul 100% dei posti, la trasformazione dei posti di sostegno in deroga in organico di diritto, la conferma dei ruoli del personale assunto con riserva e integrazioni delle graduatorie dell’ultimo concorso straordinario”. Il leader del giovane sindacato, infine, ha ricordato l’indispensabilità per l’applicazione di “una specifica indennità di sede disagiata, di una finestra per le pensioni per il personale docente sottoposto a burnout e ancora del riscatto gratuito degli anni universitari”.

Il sindacato Anief ricorda che il recupero dell’inflazione anche dopo l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale maggiorata non sarà ancora totale, perché l’una tantum per il 2022 non è stata del tutto compensata: per questo partiranno le diffide Anief per tutti i dipendenti della scuola. Inoltre, poiché anche stavolta i precari sono stati discriminati, stanno partendo ricorsi per tutti i supplenti che hanno prestato servizio a partire dal 1° gennaio 2022, così da fare recuperare loro fino a 1.500 euro. Fanno ben sperare i tanti esiti positivi prodotti dai giudici negli ultimi tempi: dalla Carta del docente alla ricostruzione della carriera, delle ferie non godute agli scatti stipendiali. Tutti diritti lesi, sui quali sempre più giudici ci stanno dando piena ragione.

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