Dalla cassetta anti-bulli ai questionari: così una scuola del Trentino previene il bullismo

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Il bullismo è purtroppo un fenomeno diffuso che troppo spesso passa inosservato tra i corridoi scolastici. Ma l’istituto “Marie Curie” di Pergine Valsugana, in Trentino, ha deciso di affrontare questo problema con determinazione, impegnandosi per diventare una scuola certificata “bulli free”, libera da qualsiasi forma di prevaricazione.

La cassetta anti-bulli e i questionari

Una delle iniziative messe in campo è una cassetta della posta anti-bulli posizionata all’ingresso, che permette agli studenti di segnalare in forma anonima eventuali atti di violenza subiti o assistiti. Un modo per far emergere situazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste.

Ma per prevenire il bullismo occorre innanzitutto conoscere la sua reale portata. Per questo, la dirigente Tiziana Gulli propone regolarmente dei questionari agli studenti, puntando i riflettori su questo delicato tema. “Sono iniziative che rientrano nel progetto ‘bulli free’ – spiega la preside al Corriere del Trentino – Nella nostra scuola non si sono mai registrati episodi di violenza, ma abbiamo voluto mettere in campo importanti misure preventive nell’ottica di una politica anti-bullismo”.

La commissione e il monitoraggio costante

Dietro questa strategia c’è un’attenta analisi dei rischi condotta da un’apposita commissione anti-bullismo che comprende docenti, genitori e studenti. “Abbiamo studiato le situazioni potenzialmente pericolose all’interno dell’istituto e svolgiamo un costante monitoraggio“, afferma Gulli.

Risultati incoraggianti

Al netto di una situazione già positiva, nella cassetta non sono arrivate segnalazioni di bullismo vero e proprio, ma solo piccoli screzi risolti direttamente con la preside. Ciò che emerge però è un cambiamento della percezione degli studenti, con una maggiore consapevolezza sui rischi del cyberbullismo.

“In base ai questionari, per molti ragazzi la fonte principale del bullismo sono i social network – rivela Tiziana Gulli – La loro consapevolezza sui pericoli del mondo digitale è molto aumentata”.

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