D’Alema, “perdiamo milioni di elettori”. Su riforma scuola, bisognava “discutere 6 mesi con docenti, altrimenti si arrabbiano”.

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"Ansia riformatrice", positiva dice l'ex premier del Partito Democratico, ma bisogna chiedersi se produce "più democrazia, più uguaglianza, più crescita".

"Ansia riformatrice", positiva dice l'ex premier del Partito Democratico, ma bisogna chiedersi se produce "più democrazia, più uguaglianza, più crescita".

Il PD perde voti, si è visto alle ultime elezioni regionali e comunali e D'Alema, a differenza della compagine di Governo ne è preoccupato.

Faraone, braccio destro di Renzi, ha affermato che le riforme si fanno senza "lisciare il pelo agli elettori" e la Senatrice Puglisi su Twitter tweetta: "se avessimo badato solo alla curva del consenso, non avremmo fatto la riforma della scuola".

E che non ci sia cura del consenso lo dicono, almeno secondo quanto afferma D'Alema alla festa dell'Unità di Roma, i numeri. "In Emilia Romagna abbiamo preso 750mila voti in meno – afferma l’ex premier – Ai miei tempi si sarebbe fatto un congresso straordinario. Oggi nemmeno una riunione di direzione".

Insomma, si va avanti a testa bassa. Tra le riforme criticate da D'Alema c'è anche "La Buona scuola". "È una legge che non incide molto – dice D’Alema – Una riforma di questo tipo si fa discutendo per sei mesi con gli insegnanti. Anche perché altrimenti si arrabbiano".

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