Dal Web agli schemi al testo: come apprende la Generazione Z

di Gianfranco Scialpi
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Schemi, mappe concettuali e Generazione Z. Inutili quelle statiche per lo sviluppo linguistico. Di segno opposto quelle personali, interattive e dinamiche, purché prevedano la sponda testuale e viceversa.

Schemi e mappe concettuali statiche

L’editoria  propone spesso schemi e mappe concettuali. Ovviamente utilizzando il libro risultano statiche, addestrative e non sempre rispondenti ai bisogni formativi degli studenti. Se proposte prima del testo, ricoprono la funzione di bussola per la lettura e lo studio del testo. Punto.
Il loro limite risiede nella scarsa capacità di promuovere il pensiero critico che necessità di parole e discorsi con profilo analitico e valutativo. E’ ancora attuale L.S. Vygotskij  che metteva in una stretta relazione dinamica il linguaggio con il pensiero. Da qui se ne deduce che il mondo rappresentativo della persona è costituito quasi interamente dalla tipologia del suo linguaggio. Quindi, un pensiero replicante concetti posti dagli altri, forma persone sedotte e facilmente influenzabili. Noto un aforisma del filosofo analitico Wittgenstein “I confini del mio linguaggio, sono i confini del mio mondo

Le caratteristiche della Generazione Z

I nostri ragazzi e in genere i giovani confermano questo quadro desolante. Essi costituiscono la Generazione Z cioè i nati tra il 1995 e il 2010 e quindi di età compresa tra i 9 e i 24 anni. In Italia sono 9,3 milioni (Fonte Istat 2018). La lettera Z sta a indicare la differenza con la generazione precedente del Millennials, definita anche con la lettera Y.
Diverse sono le specificità che distinguono la generazione Z da quest’ultima. Qui però ci interessa evidenziare le assonanze con il quadro del pensiero acritico.
Essi sperimentano un rapporto simbiotico, compulsivo totale con il Web.  Vivono più nel virtuale che nel reale, fino ad arrivare ad estraniarsi quasi completamente dal contesto concreto. M. Rita Parsi li ha ridefiniti Generazione Hikikomori .
Nel Web  cercano informazioni che difficilmente trattano cognitivamente, riducendo la loro ricerca a un copia e incolla.  Questa pratica li porta ad avere opinioni, più che pensieri critici. Questi ultimi richiedono attenzione, riflessione e il saper pazientare. Tutte qualità carenti nella generazione Z. Per limitarci al primo aspetto, mediamente, i loro tempi di attenzione sono 8 secondi ed è  anche per questo  che preferiscono le immagini alle parole. Non meraviglia quindi la scelta di frequentare Instagram. Disertano Facebook perchè molto frequentato dai loro genitori o parenti prossimi.
I loro maestri, infine sono gli youtuber, assimilando da essi modi di dire, di vestire e presentarsi.

Gli schemi, le mappe concettuali e i testi opportunità per la Generazione Z

Questo è il profilo dei nostri ragazzi e giovani. La progettazione circolare che vede come elementi portanti gli schemi, le mappe e i testi da essi generati offre diverse opportunità. In questo contesto le rappresentazioni concettuali sono il punto finale di una ricerca di testi nel Web, sottoposti poi ad analisi, riflessione e selezione. I diversi step non impediscono di valutare l’informazione (accuratezza, autorevolezza, autenticità…).
Il lavoro è propedeutico alla estrapolazione delle idee ricorrenti, che poi costituiranno gli elementi dello schema.Questo porterà ad elaborare per ogni nucleo concettuale una mappa e a cascata altre rappresentazioni, ma di livello inferiore.
Il lavoro  può concludersi con lo schema che genererà un testo strutturato e organizzato per paragrafi, ognuno dei quali rimanda a un concetto. Ovviamente il tutto può essere svolto oralmente e invertendo l’ordine dei momenti (dal testo allo schema o alla mappa).  Maggiori sono i risultati se tutto il lavoro è svolto in un gruppo cooperativo, dove l’arricchimento cognitivo è facilitato dal confronto delle posizioni. Oggi questo è possibile anche a distanza, utilizzando i servizi cloud, dove è richiesta una diversa competenza collaborativa per via dell’assenza della prossimità fisica.
Il continuo lavoro sul testo e la natura dinamica (destrutturazione e riconfigurazione) degli schemi, delle mappe che caratterizza i software presenti sul mercato, conferma la centralità delle parole e dei discorsi,  offrendo quindi  la possibilità di uno sviluppo del pensiero critico (Vygotskij)
E’ facilmente intuibile come la proposta  rappresenti un’opportunità di sviluppo della capacità di identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e comunicare le informazioni ( information literacy). Siamo di fronte alla proposta di un Web formativo contrapposto all’utilizzo addestrativo e irriflessivo che ha giustificato alcune posizioni critiche (Spitzer, Carr, Casati).
Solo in questo modo è possibile acquisire la metacompetenza dell’imparare ad imparare (Novak-Gowin 1978) formando le teste più che a riempirle. E qui la scuola può autorevolmente dire la sua, evitando il tramonto.

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