Quota 103 e conferma per Ape social e Opzione Donna, più netto nella busta paga. 30 miliardi per la Legge di Bilancio. BOZZA

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Non c’è tempo da perdere, la Legge di Bilancio 2023 va approvata dal governo il prima possibile per poi permettere al Parlamento il via libera definitivo entro il 31 dicembre, pena l’esercizio provvisorio e scenari decisamente preoccupanti.

Il disegno di legge potrebbe arrivare lunedì in Consiglio dei Ministri: il valore sarà di 30-32 miliardi di euro. Di certo sono sul piatto i 21 miliardi di euro che derivano dal quadro programmatico della Nadef (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza), in cui il rapporto deficit/Pil per il prossimo anno è stato portato al 4,5%, contro il 3,4% a livello tendenziale. Le altre risorse arriveranno probabilmente dalla tassa sugli extraprofitti dell’energia. Dopo il via libera in Consiglio dei Ministri, il ddl passerà in esame alla commissione Bilancio della Camera per poi approdare in Aula intorno al 20 dicembre. Seguirebbe poi un passaggio formale in Senato per il via libera definitivo a ridosso di Natale.

Gli ultimi aggiornamenti sulle misure

Concluso, dopo poco meno di due ore, una riunione all’interno della maggioranza. Aumento del credito d’imposta con aumento dell’aliquota sugli extra profitti, per quanto riguarda l’energia; proroga Ape sociale e opzione donna, quota 103 (62-41), per quanto riguarda le pensioni.

Il governo starebbe lavorando ad una serie di misure in favore della famiglia, in particolare della natalità: non solo una maggiorazione di 100 euro dell’assegno unico per le famiglie con almeno quattro figli.

Tra le proposte del ministero della Famiglia per la legge di bilancio c’è anche un provvedimento che prevede la stessa erogazione (100 euro) anche ai nuclei familiari al cui interno sono presenti figli gemelli “il cui sostentamento è particolarmente oneroso proprio nei primi anni di vita”.  Previsto anche il rifinanziamento per un altro anno del bonus tv e decoder. Prevista anche Iva al 5% sui prodotti dell’infanzia e per l’igiene femminile. Allo studio l’ipotesi di un rafforzamento dell’assegno familiare e la sua indicizzazione con l’inflazione a partire da gennaio.

Previsto anche un Fondo per sostenere le iniziative rivolte ai minori, come centri estivi, servizi socioeducativi e centri con funzione educativa e ricreativa. Il Fondo prevede uno stanziamento annuo di 68 milioni, che saranno girati ai Comuni per le iniziative promosse sul territorio, anche in collaborazione con enti pubblici e privati.

Tre milioni di euro nel triennio 2023-2025 per un fondo per l’alfabetizzazione mediatica e digitale e tutela dei minori nell’ambito dei media digitali.

Potenziamento anche del Piano nazionale contro la violenza sulle donne. Sale da 5 a 15 milioni l’importo che sarà destinato, a partire dall’anno prossimo, al finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio.

Meloni: “Tutelare redditi bassi, giovani e anziani”

“Il principale obiettivo della legge di bilancio sarà quello di tutelare i redditi bassi, i giovani e gli anziani”. Lo avrebbe sottolineato, secondo quanto apprende l’AGI, il presidente del Consiglio al vertice di maggioranza. Il premier, secondo quanto si apprende, ha sottolineato la difficoltà del momento e rimarcato che la maggior parte delle misure andrà nella direzione di contrastare il caro bollette.

(Notizia in aggiornamento)

Otto punti chiave

Sono otto i punti chiave della prossima manovra, la prima del governo Meloni.

  • Quota 103 per le pensioni
  • Aumento flat tax per le partite Iva
  • Conferma del taglio del cuneo fiscale del 2%
  • Sgravi sui rinnovi contrattuali
  • Cedolare secca al 10% sugli affitti commerciali
  • Prelievo al 33% per gli extraprofitti
  • Rimodulazione del reddito di cittadinanza
  • Tetto al contante a 5000 euro

Misure che interessano al mondo della scuola, compresa la rimodulazione del reddito di cittadinanza.

Quota 103

Tra le misure allo studio prende ormai corpo quella che riguarda le pensioni: per il 2023 entrerebbe in vigore Quota 103, cioè permettere la via d’uscita dal lavoro a chi ha 62 anni di età e 41 anni di contributi. La riforma più ampia, secondo alcune indiscrezioni, preluderebbe l’uscita con il solo requisito contributivo, fissato a 41 anni, senza nessun vincolo anagrafico. Il governo dovrebbe muoversi verso il rinnovo di strumenti ormai collaudati, come Opzione donna e Ape social.

Flat tax al 15% fino a 85mila euro

Per quanto riguarda, invece, la flat tax, ci sarà l’imposta piatta del 15% con ricavi fino a 85mila euro: dagli attuali 65mila all’obiettivo dei 100mila si passa al livello intermedio. Non solo: prevista la cancellazione delle mini-cartelle fino a 1000 euro e uno sconto del 50% di quelle tra 1000 e 3000 euro. Escluso invece un condono di carattere penale. Inoltre si pensa ad una rateizzazione delle tasse dichiarate ma non pagate degli ultimi tre anni.

Taglio del cuneo fiscale

Previsto anche il taglio di due punti del cuneo fiscale per i dipendenti, misura già decisa dal governo Draghi: l’obiettivo del taglio sarà quello di incrementare la somma netta percepita dal lavoratore con lo stipendio. Sarà rifinanziato con quasi 4 miliardi di euro. Con cuneo fiscale intendiamo la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro per il dipendente e la busta paga netta incassata da questi.  Il governo pensa, dunque, alla proroga della misura per aumentare così i benefici rivolti ai lavoratori, che. avendo più soldi in tasca, avrebbero anche maggiori capacità di spesa.

Reddito di cittadinanza

Secondo quanto previsto dal governo, l’idea sarebbe quella di mantenere il reddito solo a chi non è in grado di lavorare, mentre per tutti gli altri potrebbe essere tagliato. Della misura simbolo del governo Conte I, dovrebbe essere conservata la funzione assistenzialistica per chi non può lavorare, puntando a un limite temporale per chi è invece abile al lavoro: 18 mesi di reddito con sei mesi di stop da dedicare alla formazione in vista del reinserimento lavorativo, poi un décalage di 12 mesi.

Tetto al contante

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