Dal Decreto Rilancio le risorse per ripartire. Anief: Governo dimentica quelle per cancellare le classi pollaio

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Anief – Non ci sono solo i 16 mila incrementi di posti da docente nella secondaria all’interno del Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale: il provvedimento legislativo contiene diversi altri passaggi normativi che riguardano la scuola.

Nell’articolo 234 del decreto sono presenti diversi commi che indicano le risorse da destinare alle scuole per il prossimo anno scolastico, al fine di garantire una ripartenza in sicurezza. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, chiede a nome del sindacato “lo stanziamento di 7 miliardi di euro: è questa la somma che permetterebbe di eliminare le oltre 20 mila classi pollaio oggi ancora presenti, di rifare classi con 10-15 alunni senza turnazione per 20-35 metri quadrati, come abbiamo chiesto con precisi emendamenti al decreto legge 22 ora al Senato. Oltre che per assumere necessariamente altri 200 mila docenti e Ata tagliati peraltro dalla riforma sul dimensionamento scolastico di quasi 15 anni fa che nessuno ha avuto la forza di cancellare. Ecco perché non possono bastare gli 8.000 posti in surplus per ciascuna procedura concorsuale della secondaria, previsti dall’articolo 233 dello stesso decreto: meno di 80 mila assunzioni complessive, derivanti dai vari concorsi da poco banditi, non coprono nemmeno il fabbisogno di immissioni in ruolo da attuare alla luce della quantità immane di posti vacanti, a partire dal sostegno”, conclude Pacifico.

Il Decreto Rilancio intende anche assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021: dal prossimo mese di settembre, il decreto vorrebbe creare le condizioni per affrontare negli istituti scolastici la difficile situazione epidemiologica. A questo scopo, viene assegnato un fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all’art. 1 comma 601 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020. È un fondo, però, che risulta inadeguato, perché non affronta il problema basilare per tornare a scuola in sicurezza: limitare il numero di alunni per classe, né pone le basi per incrementare il numero di docenti, assumendo tutti i 200 precari docenti e Ata in graduatoria e con i requisiti per essere assunti direttamente, come prevede la Commissione UE.

I PROVVEDIMENTI

La rivista Orizzonte Scuola ricorda che le risorse di cui al comma 1 sono destinate alle seguenti finalità: a) acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la didattica a distanza e per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica, di servizi di lavanderia, di rimozione e smaltimento di rifiuti; b) acquisto di dispositivi di protezione e di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19; c) interventi in favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali; d) interventi utili a potenziare la didattica anche a distanza e a dotare le scuole e gli studenti degli strumenti necessari per la fruizione di modalità didattiche compatibili con la situazione emergenziale nonché a favorire l’inclusione scolastica e ad adottare misure che contrastino la dispersione; e) acquisto e utilizzo di strumenti editoriali e didattici innovativi; f) adattamento degli spazi interni ed esterni e la loro dotazione allo svolgimento dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, inclusi interventi di piccola manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione, nonché interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e dell’infrastruttura informatica.

Nello stesso articolo al comma 6 è scritto che “al fine di garantire il corretto svolgimento degli esami di Stato per l’anno scolastico 2019/2020, assicurando la pulizia degli ambienti scolastici secondo gli standard previsti dalla normativa vigente e la possibilità di utilizzare, ove necessario, dispositivi di protezione individuale da parte degli studenti e del personale scolastico durante le attività in presenza, il Ministero dell’istruzione assegna tempestivamente alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, che sono sede di esame di Stato, apposite risorse finanziarie tenendo conto del numero di studenti e di unità di personale coinvolti”.

Inoltre, per le finalità di cui al comma 6 sono stanziati euro 39,23 milioni nel 2020 sui pertinenti capitoli del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche e delle scuole paritarie.

Nell’articolo 235 dedicato all’edilizia scolastica, il comma 8 prevede che “al fine di supportare gli enti locali in interventi urgenti di edilizia scolastica, nonché per l’adattamento degli ambienti e delle aule didattiche per il contenimento del contagio relativo al Covid19 per l’avvio del nuovo anno scolastico 2020-2021, il fondo per le emergenze di cui al Fondo unico per l’edilizia scolastica di cui all’articolo 11, comma 4-sexies, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è incrementato di euro 30 milioni per l’anno 2020”.

Nell’articolo 236 si fa riferimento alle misure di sostegno economico all’istruzione paritaria fino ai sedici anni e al sistema integrato da zero a sei anni. Il comma 1 recita: “Il fondo di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, è incrementato, per l’anno 2020, di 15 milioni di euro anche in conseguenza dell’emergenza causata dalla diffusione del Covid19”. Nei commi 3 e 4 si fa riferimento alle risorse per le scuole non statali: “Ai soggetti che gestiscono in via continuativa i servizi educativi e alle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, è erogato un contributo complessivo di 65 milioni di euro nell’anno 2020, a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate, da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19”. Inoltre, “alle scuole primarie e secondarie paritarie, facenti parte del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, è erogato un contributo complessivo di 40 milioni di euro nell’anno 2020a titolo di sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate, da parte dei fruitori fino ai sedici anni di età, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19”.

L’art. 237 è dedicato ad un fondo per realizzare un sistema informativo a supporto del Ministero dell’Istruzione: si legge che “al fine di realizzare un sistema informativo integrato per il supporto alle decisioni nel settore dell’istruzione scolastica, per la raccolta, la sistematizzazione e l’analisi multidimensionale dei relativi dati, per la previsione di lungo periodo della spesa per il personale scolastico, nonché per il supporto alla gestione giuridica ed economica del predetto personale anche attraverso le tecnologie dell’intelligenza artificiale e per la didattica a distanza, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2020”.

Nell’art. 238 è contenuta, invece, la disposizione di 400 milioni di euro per contenere la diffusione del Covid 19 all’apertura del prossimo anno scolastico: “Al fine di contenere il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione è istituito un fondo, denominato “Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, con lo stanziamento di 400 milioni di euro nel 2020 e di 600 milioni di euro nel 2021. Il fondo è ripartito con decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con l’unico vincolo della destinazione a misure di contenimento del rischio epidemiologico da realizzare presso le istituzioni scolastiche statali e nel rispetto dei saldi programmati di finanza pubblica”.

Nel decreto si fa riferimento anche alla didattica a distanza per i sistemi regionali: “A beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19, la partecipazione alle attività didattiche dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale (I e F.P.), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ( I.F.T.S.), tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dai medesimi Istituti di istruzione, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. I medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico”.

IL PARERE DEL PRESIDENTE

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “nello sforzo economico profuso dal Governo per la ripresa delle attività in sicurezza mancano le disposizioni per ridurre il numero di alunni per classe. Non si può pensare di rientrare con oltre 30 studenti per aula e nemmeno pensare di fare i turni, con metà classe a casa collegata con la telecamera. Qualsiasi supporto organizzativo, sebbene possa contare su un protocollo sanitario che abbiamo condiviso e con il coinvolgimento attivo della Croce Rossa, rischia di essere vanificato dalla mancanza di condizioni strutturali e numeriche impossibili da superare”

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