Dal banco alla cattedra dopo pochi mesi: Domenico, Andrea, Marta, Salvatore. Quattro prof a 19 anni. Interviste

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Domenico Roma, Andrea Villareale, Salvatore Samarco, Marta Agata Linguanti: sono loro i quattro prof tra i più giovani d’Italia a 19 anni. Dal banco alla cattedra dopo pochi mesi dal diploma. Per tutti la stessa passione o forse missione: insegnare. Dietro ognuno di loro, così giovani, ancora tanti sogni tra studio universitario e futuro. I racconti dei giovanissimi a Orizzonte Scuola.

Domenico, 20 anni, calabrese, è già al secondo anno di supplenze itp. Quest’anno insegna all’istituto Ferrari di Maranello.

“Mi sono diplomato nel 2019 – racconta -, ho fatto la primina e sto studiando all’Università, sono al terzo anno di ingegneria meccanica”.

Hai iniziato con l’esperienza della dad lo scorso anno?
“Lo scorso anno son riuscito a insegnare anche in classe, ho ancora degli alunni che mi contattano per vederci e salutarmi. Essendo un insegnante giovane, mi vedono come uno di loro”.

Studenti coetanei?
“Sì, anche più grandi a volte. Quest’anno sono al serale e sono molto più grandi di me, ci sono degli studenti di 44 anni”.

Sul futuro non è ancora sicuro Domenico. “Vorrei terminare la laurea e continuare con l’insegnamento o forse finirò a lavorare in Ferrari come ingegnere meccanico”, dice.

Riesci a conciliare studio e lavoro?
“All’inizio è stato un po’ difficile, perché ho sempre studiato tutto il giorno. Basta la forza di volontà. Spesso studio la sera. Non voglio fermarmi. Adesso riesco a conciliare tutto bene”.

Un buon insegnamento per i tuoi studenti
“Glielo dico sempre, cerco di trasmettere questa passione per lo studio. Spero di lasciare un insegnamento positivo ai miei alunni, soprattutto di vita, anche se sono giovane. Essere comprensivi verso l’alunno è tutto”.

E ancora il racconto di Salvatore. “Mi sono diplomato a Piazza Armerina, nel cuore della Sicilia, e ho fatto le domande in provincia di Caltanissetta. Il primo anno ho avuto cattedra annuale, al 31 agosto, a Gela”.

Salvatore si è diplomato in meccanica meccatronica: “Avevo fatto delle gare nel Nord Italia con la scuola – racconta -, ho sempre avuto la passione per questa materia. Avevo fatto anche dei corsi di meccatronica”.

E poi ti sei diplomato. Da dove è nata la passione per l’insegnamento?

“A me è sempre piaciuto il fatto di poter trasmettere le mie conoscenze. Fin dalle superiori, l’insegnante mi metteva vicino a qualche compagno per rispiegare dei concetti. Già vedevo in me la passione.

Mi sono diplomato a giugno 2020, a ottobre la nomina come supplente. Ero in graduatoria dai primi di agosto. L’anno scorso ho fatto 3 settimane con gli alunni poi in dad, da gennaio siamo rientrati a scuola. Ma io facendo laboratorio, ho sempre lavorato in presenza, gli studenti a distanza. Insegnavo tecnologie, sistemi e automazione e disegno. Quest’anno le stesse materie, ma solo diurno, lo scorso anno anche serale”.

In futuro ti vedi ancora come insegnante?

“Per ora lavoro, vorrei iniziare il percorso universitario per crescere. Spero di proseguire questa carriera. Gli alunni mi trasmettono molta sicurezza”.

Com’è stare in classe così giovane?

“L’anno scorso avevo studenti più grandi di me. Pensavo di avere paura, però poi no. Gli alunni sono comprensivi e rispettosi”.

E poi Marta Agata, anche lei insegnante tecnico pratico a 19 anni. Siciliana, lavora a Modica, provincia di Ragusa. “Lavoro nella scuola dove sono uscita, non c’era mai stato il corso che ho frequentato, che è un istituto tecnico, grafico e comunicazione. C’era stato quattro anni prima a Ragusa ma era fotografia e basta. Siamo stati i primi diplomati con questo titolo”.

Hai iniziato a lavorare nella stessa scuola in cui ti sei diplomata?

“Sì, mi sono diplomata il 20 giugno 2020 e il 22 settembre 2020 ho firmato il contratto. Ero in graduatoria Gps da luglio, con i 24 cfu. Avevo una base di punteggio alta, mi sono diplomata con 100, ero terza in graduatoria”.

Pensi di continuare su questa strada?

“Sognavo di fare questo fin da piccola. Penso di continuare a fare questo lavoro. Per questa scuola poi mi son battuta tanto, ero sempre presente in tutto. Sto studiando all’università, Scienze e tecnologie delle arti, dello spettacolo e del cinema, per poter accedere alle classi di concorso per i laureati”.

E infine Andrea, anche lui 20 anni e al secondo anno di supplenza all’Itis Silvio De Pretto di Schio, provincia di Vicenza, classe di concorso B016.

“Appena diplomato all’istituto tecnico superiore Galileo Galilei di Canicattì in provincia di Agrigento, grazie al suggerimento di una mia cara prof, ho presentato domanda per essere inserito nelle Gps per la classe di concorso B016”, racconta.

Pensavi di venire chiamato così in fretta?

“Ero molto scettico, ad essere sincero. Appena immatricolato all’università di Catania, corso Economia, poco prima che iniziassero le lezioni in ateneo, è arrivata la prima convocazione annuale al 31 agosto. In quel momento non ho esitato nel fare le valigie e trasferirmi dalla Sicilia al Veneto. Dopo soli tre mesi dal conseguimento del diploma, passare a 19 anni dal ruolo di studente a quello di docente, mi ha dato lo stimolo per misurarmi con le mie capacità anche attraverso il confronto con alunni delle quinte classi a volte più grandi di me e spesso increduli della mia età, e con un corpo docente con una notevole esperienza alle spalle”.

Sei soddisfatto?

“Da sempre mi ha affascinato la figura del docente. Adesso che è diventato il mio lavoro, sono davvero soddisfatto. Il mio prossimo obiettivo sarà quello di entrare in ruolo e completare gli studi universitari”.

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