Stipendio. Aumenti da giugno ma dal 1° gennaio 2019 alcuni insegnanti e ATA ne perderanno parte

di redazione
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commento inviato da Libero Tassella – Contratto scuola. Il danno e la beffa ora é nel vostro borsellino. Il periodo dall’ 1.7.2015 al 31.12.2015 ( sei mesi di aumento) è andato in cavalleria come si dice in gergo. Il contratto invece decorre economicamente solo dall’1.1.2016 e scade il 31.12.2018 .

Gli arretrati riguardano il periodo 2016 e 2017 e i primi mesi del 2018 ( gennaio-maggio) e sono stati percepiti solo lunedì scorso. L’incremento contrattuale ( in media tra 40 e 50 euro netti) sarà a decorrere da giugno 2018.

Il contratto é stato finanziato con ben due Def , il Def 2017 ( dicembre 2016) e il Def 2018 ( dicembre 2017) ed equivale a 85 euro medi nel triennio al lordo, secondo l’accordo di Palazzo Vidoni del novembre 2016 tra Cgil Cisl Uil e il ministro Madia ( governo Renzi) a pochi giorni dal referendum.

Il nostro contratto poi é stato firmato il 4 febbraio 2018, dopo oltre 1 anno dall’accordo di Palazzo Vidoni, in prossimità del voto del 4 marzo. In pratica il contratto é venuto dopo una pausa di oltre nove anni e con una perdita secca di centinaia di euro, con il blocco dello scatto del 2013 e con la perdita dei 6 mesi del 2015.

Come più volte ho detto é stato per gli insegnanti il peggior contratto degli ultimi 30 anni e ne hanno ltutta a responsabilità politica il governo Gentiloni e la Flc Cgil, la Cisl scuola, la Uil Rua e la Fgu ex Gilda, che ha firmato dopo la chiusura delle urne delle RSU; l’unico sindacato che non ha firmato, dimostrando coerenza é stato lo Snals Confsal.

Dall’1.1.2019 quindi noi saremo ancora senza un contratto e non credo che nel Def 2019 metteranno un solo euro per il contratto del pubblico impiego e quindi della conoscenza , il mega comparto che ora mette insieme il.personale di Scuola, Afam, Università e Ricerca.

E questo sia che il Def lo faccia Carlo Cottarelli, ipotesi molto improbabile, sia se lo faccia il governo che verrà fuori dalle elezioni del prossimo ottobre o addirittura di fine luglio come si andrebbe profilando. Il prossimo Def deve recuperate soldi cioè oltre 12 miliardi per l’Iva e risentirà dei disastri economici che l’instabilità politica di questi convulsi giorni sta determinando nel Paese.

Vi risparmio infine i tecnicismi del cosiddetto fondo perequativo che riguarda le prime posizioni stipendiali e che verrà meno a partire dall’1.1.2019 se non ci saranno finanziamenti specifici allocati nel Def del 2019, con decurtazione del già magro aumento contrattuale avuto a partire da giugno 2018.

Per mesi ho denunciato l’inadeguatezza di questo contratto, ora i docenti se ne rendono conto concretamente guardando nel loro borsellino, si conferma la compressione delle retribuzioni degli insegnanti a fronte dell’incremento della complessità della funzione. É un fenomeno che va avanti da almeno due decenni, e che va di pari passo con l’incremento retributivo di pochi, attraverso fondi aggiuntivi contrattuali e extra contrattuali (Fis, bonus merito, progetti). Dovrebbe cambiare l’orientamente politico. Ma questo é un altro discorso.

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