Dal 1° aprile stop allo stato di emergenza, Anief chiede di cancellare una volta per tutte la Dad solo per gli alunni non vaccinati e le sospensioni del personale senza Green pass rafforzato

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Lo stato di emergenza non sarà prorogato oltre il 31 marzo: lo ha detto il premier Mario Draghi, confermando la roadmap per scrivere, passo dopo passo, step by step, l’uscita dalla pandemia. Il presidente del Consiglio ha annunciato che a breve si potrà operare per il ritorno, graduale, alla normalità rimuovendo “le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese” e senza quindi “prorogare lo stato d’emergenza oltre il 31 marzo”. 

Da aprile, dunque, non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate; le scuole resteranno sempre aperte per tutti con l’eliminazione delle quarantene da contatto; cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto e quello delle mascherine FFP2 in classe. Gradualità, invece, sull’eliminazione del green pass rafforzato, che non sarà più obbligatorio per le attività all’aperto tra cui fiere, sport, feste e spettacoli.

 

Anief ritiene che con la fine dell’emergenza epidemiologica dovrà invece cadere immediatamente la differenziazione di trattamento tra vaccinati e non vaccinati: “Dal primo giorno di aprile – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – le restrizioni in vigore e lo stesso obbligo vaccinale dovranno decadere, senza se e senza ma. Come pure le sospensioni del personale, ad iniziare da quello della scuola, con migliaia di docenti e Ata lasciati a casa senza stipendio perché senza Green pass rafforzato: una decisione contro la quale ci siamo opposti e su cui nelle prossime settimane toccherà ai tribunali decidere se era lecita”.

 

A primavera – continua Pacifico – dovranno per forza di cose cadere le norme che impongono oggi la didattica digitale integrata a 300mila alunni, moltissimi dei quali privi della vaccinazione: finiamola con le discriminazioni e pensiamo al nuovo anno scolastico. Investiamo piuttosto i soldi in arrivo dal Pnrr attuando finalmente la ventilazione meccanica, lo sdoppiamento delle classi, la creazione di aule più grandi e scuole aggiuntive, come pure l’ampliamento e la stabilizzazione di tutto il personale precario. Il Covid19 ci ha insegnato che non possiamo farci più trovare impreparati: quindi, spazio a prevenzione, sicurezza e investimenti per la didattica”.

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