Dai Governi al corpo insegnante, le cause della scuola in stallo

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red – Il giornalista Giovanni Cominelli scrive un interessante articolo su ilsussidiario.net che tocca un problema fondamentale: lo stallo della politica sulla scuola.

red – Il giornalista Giovanni Cominelli scrive un interessante articolo su ilsussidiario.net che tocca un problema fondamentale: lo stallo della politica sulla scuola.

Cominelli mette bene in evidenza come l’attuale governo tecnico non abbia saputo dare una risposta alle domande che l’Europa chiedeva un anno fa, e cioè in sintesi che cosa volesse fare il governo italiano per la scuola; tra le tante domande formulate le più significative sono queste due: “Quali saranno le caratteristiche del programma di risanamento per le singole scuole con risultati insoddisfacenti nei test Invalsi?” e “Come il governo intende valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivi il governo intende mettere in opera?” .

Purtroppo a nessuna di queste due si è data risposta, anzi Cominelli sostiene che l’attuale ministro Profumo non ha fatto alcuna proposta in merito, rimanendo nell’inerzia più totale, salvo qualche proclama sulla scia del governo precedente, ma la sensazione resta quella che alla scuola non importi niente a nessuno. I partiti politici del parlamento e gli stessi sindacati tengono prigioniero un sistema che secondo il giornalista fa comodo a molti, come se fosse il migliore possibile, e l’immobilismo e la conservazione regna.

Chi dovrebbe invece cercare di cambiare le cose, si chiede Cominelli? Chiaramente il corpo insegnante, che però egli analizza con lucida critica, affermando che gli insegnanti disposti a mettersi in gioco sono davvero pochi, sommersi anche loro da lassismo, superficialità, incompetenza e demotivazione.

Eppure dovrebbero essere proprio loro a prendere in mano il governo delle riforme, come da titolo del suo articolo : la visione della professione come missione eroica sta portando alla deriva il sistema scuola; occorrerebbe invece che gli insegnanti avessero una nuova consapevolezza del loro ruolo e che comprendessero "le conoscenze e le esperienze dell’intero contesto quali pre-condizioni essenziali per l’esercizio della professione" senza fermarsi nella chiusura del particolare dei propri interessi e dei propri valori, un Io ma largo", afferma in chiusura Cominelli.

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