Dai giorni di ferie per affrontare il concorso alle 150 ore di diritto allo studio fino ai miglioramenti delle procedure per le supplenze. I precari incontrano i rappresentanti dell’AT Bologna

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Lo scorso 9 gennaio, un gruppo di docenti precari si è confrontato con i rappresentanti dell’Ufficio scolastico provinciale di Bologna.

L’occasione è stata la preoccupazione degli insegnanti riguardo la procedura concorsuale. Una delle principali richieste avanzate riguarda la concessione di giorni di ferie, anziché permessi non retribuiti, agli insegnanti a tempo determinato impegnati nel concorso docenti. La misura è fondamentale per evitare interruzioni del servizio e perdite di stipendio.

L’Ufficio, pur preferendo il permesso non retribuito, si è mostrato disponibile a discutere la questione con le dirigenze scolastiche.

Un altro punto critico sollevato è la mancata concessione delle 150 ore di diritto allo studio, un segnale preoccupante per le insegnanti in formazione a fronte di limitate risorse economiche.

I precari, si legge in una nota, hanno espresso disappunto per i disagi causati dalle procedure telematiche di attribuzione delle supplenze da GPS nell’estate 2023, che hanno lasciato molti insegnanti senza lavoro.

L’Ufficio ha riconosciuto la necessità di miglioramenti, attribuendo la responsabilità a decisioni ministeriali. Nonostante le divergenze, l’Ufficio ha mostrato un’apertura maggiore rispetto a incontri precedenti.

La determinazione nel portare avanti queste richieste è cruciale per mantenere alta l’attenzione su questi temi. Il presidio a Bologna ha evidenziato importanti questioni legate ai diritti dei docenti precari.

“La promessa dell’Ufficio di portare queste istanze alla prossima Conferenza dei Servizi è un primo passo verso il cambiamento“, spiegano i docenti in una nota.

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