Dad solo per non vaccinati, rifiuto e indignazione da sindacati e politica. Regioni al lavoro per nuova proposta: verso eliminazione distinzione

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La proposta delle Regioni di tenere in Dad solo gli alunni non vaccinati in caso di positivi in classe non trova d’accordo sindacati e mondo politico. Ieri sono intervenuti sulla questione i sottosegretari all’Istruzione Floridia e Sasso, definendo l’eventuale misura discriminatoria per i bambini.

La proposta delle Regioni è di prevedere, nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’auto-sorveglianza (5 giorni) per i ragazzi vaccinati e la quarantena di 10 giorni con Dad (quest’ultimo caso laddove previsto) e test al termine dell’isolamento per i non vaccinati. Nelle scuole dell’infanzia resterebbe la quarantena di dieci giorni per tutti con tampone con un solo caso positivo.

Le nuove regole sulla quarantena per la scuola potrebbero essere approvate domani.

Regioni verso nuova proposta

Le Regioni, secondo quanto si apprende, sarebbero al lavoro per una nuova proposta da avanzare al Governo in merito alle quarantene nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Forse sotto pressione, l’intenzione sarebbe quella di eliminare la distinzione tra vaccinati e non, in caso di più contagi in una classe.

L’ipotesi è prevedere l’autosorveglianza per tutti sotto i tre o quattro contagi. Indistintamente si andrà tutti in Dad sopra tale soglia di positivi.

Sempre domani è previsto l’incontro tra sindacati e ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

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No a distinzioni dalla politica

Il PD è sempre stato il promotore di interventi per l’attività didattica in presenza e in sicurezza. I casi di passaggio alla DAD restino limitati a quelli già disciplinati e non portino a discriminazioni”, dichiarano Manuela Ghizzoni, responsabile Scuola Pd, Rosa Maria Di Giorgi e Roberto Rampi, capigruppo della IV Commissione Istruzione rispettivamente di Camera e Senato.

La Dad per i non vaccinati coinciderebbe con la chiusura delle scuole primarie, dove solo un bambino su dieci è vaccinato. Si tratta di un provvedimento non commisurato ai reali rischi pandemici“, spiega Vittoria Casa, presidente commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera. “Per affrontare questa fase occorrerebbe intervenire sull’offerta didattica: investire sulle mascherine Ffp2, l’organico, lo sdoppiamento delle classi”, aggiunge la pentastellata.

Un’inaccettabile follia” per Fratelli d’Italia. Secondo Paola Frassinetti, responsabile nazionale dipartimento istruzione, ed Ella Bucalo, responsabile scuola, servono “aerazione meccanica controllata, come suggerito anche dall’OMS, potenziamento del trasporto pubblico, sanificazione costante delle classi e implementazione degli organici“.

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Sindacati: intollerabile

La proposta non trova d’accordo i sindacati, che reputano la misura altamente diseducativa e discriminatoria.

Siamo seri, almeno con i minori che non possono neanche scegliere – afferma il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi. Il solo affacciarsi dell’ipotesi di mettere in Dad gli studenti non vaccinati crea indignazione e rifiuto.
Una tattica usata spesso nei confronti dei cittadini messi nella condizione di essere criminalizzati. Ora si pensa addirittura di discriminare gli studenti? Intollerabile” – osserva il segretario generale Uil Scuola.
“Il diritto universale allo studio negato addirittura per ragioni che non attengono all’individuo, ma alla famiglia di appartenenza, è inaccettabile“.

“Come si fa a dire a dei bambini o a dei ragazzi di rimanere a casa, spiegando loro che in questo modo si può assicurare a tutti gli altri le lezioni in presenza? Sarebbe da pazzi oltre che altamente diseducativo. Nelle aule si abbattono e non si costruiscono muri”, dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

“La contemporanea erogazione dei servizi didattici in presenza e a distanza, oltre a creare discriminazioni tra gli studenti, pone alle scuole difficili problemi di gestione: metodi e approcci per la dad difficilmente si conciliano con quelli attuati in presenza“, dichiara Elvira Serafini, segretario generale dello Snals.

“Immaginate in una classe di scuola primaria – ha spiegato –dove il tasso di vaccinazione è piuttosto basso per vari motivi, noi avremmo di 25 bambini 20 che stanno a casa con la dad e 5 che stanno in classe. Si perpetuerebbe questa frattura molto forte a livello formativo che secondo noi andrebbe evitata ad ogni costo”, avverte Mario Rusconi, presidente Anp Roma.

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