Dad, l’89% ha avuto accesso agli strumenti informatici. Ma solo il 23% ha detto che le lezioni digitali sono meglio di quelle in presenza. Ricerca ALMADIPLOMA

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La ricerca Almadiploma 2022 si concentra degli esiti a distanza dei diplomati nell’era della pandemia. Ecco alcuni dati in sintesi.

Dall’analisi dei dati Almadiploma, per quasi la metà dei diplomati del 2020, intervistati a un anno dal titolo, la pandemia ha avuto un impatto differenziato sul proprio percorso post-diploma.

In particolare, l’emergenza sanitaria ha avuto una maggiore influenza su chi aveva dichiarato l’intenzione di volersi inserire nel mercato del lavoro direttamente dopo il diploma rispetto a chi aveva dichiarato di voler proseguire gli studi.

A un anno dal conseguimento del titolo, il 76,5% dei diplomati del 2020 prosegue la propria formazione ed è iscritto a un corso di laurea (il 59,8% si dedica esclusivamente agli studi universitari, il 16,7% ha scelto di coniugare studio e lavoro); il 14,1% invece ha preferito inserirsi direttamente, ed esclusivamente, nel mercato del lavoro. Come è naturale attendersi, la quota di diplomati iscritti all’università è nettamente più elevata tra i liceali.

Tra il 2019 e il 2021 si registra un aumento di quasi 8 punti percentuali nella quota di diplomati che, a un anno dal titolo, dichiarano di essersi iscritti all’università. Ciò è vero soprattutto per i professionali e i tecnici: le difficoltà del mercato del lavoro, fortemente colpito dalla pandemia, hanno verosimilmente influenzato le loro scelte.

La quota di chi lavora solamente figura in diminuzione in tutto il triennio in esame (con intensità maggiore per i tecnici e, ancor di più, per i professionali). Al contrario, la quota di chi studia e lavora risulta in aumento, soprattutto nell’ultimo anno. 

A tre anni dal titolo è dedito esclusivamente al lavoro il 26,5% dei diplomati, il 45,2% si dedica esclusivamente agli studi, mentre il 20,7 % concilia studio e lavoro. A livello di tipo di diploma si confermano sostanzialmente le tendenze evidenziate a un anno.

Strumenti per la DDI

Da evidenziare, in base ai dati relativi ai diplomati 2021 che, nonostante sia rilevante la quota di chi ha potuto utilizzare strumenti informatici solo in condivisione con altri, l’89,1% dei diplomati ritiene di aver avuto a disposizione strumenti adeguati per seguire la didattica a distanza. Le differenze per tipo di diploma sono evidenti: 91,1% tra i liceali, 87,9% tra i tecnici e 81,5% tra i professionali, ma occorre ricordare che tra questi ultimi è inferiore la quota di coloro che hanno potuto usufruire degli strumenti ad uso esclusivo.

Efficacia

In merito alla valutazione dell’efficacia della didattica a distanza rispetto a quella in presenza emergono alcune evidenti criticità. In primo luogo, solo il 23,3% dei diplomati dichiara di essere riuscito a stare più attento e a non distrarsi durante la didattica a distanza rispetto alle lezioni in presenza (20,8% tra i liceali, 25,5% tra i tecnici e 30,2% tra i professionali). Analogamente, solo il 23,0% dei diplomati ritiene la DaD più efficace delle lezioni in presenza per l’apprendimento di nuovi argomenti (20,4% per i liceali, 25,0% per i tecnici e 31,2% per i professionali). L’aspetto positivo è però dato dal fatto che il 64,3% dei diplomati ritiene, durante la didattica a distanza, di aver migliorato l’organizzazione del tempo dedicato allo studio rispetto alla condizione precedente; tale miglioramento è percepito in misura maggiore dai diplomati professionali (65,9%, rispetto al 64,9% dei tecnici e al 63,6% dei liceali), ossia proprio coloro che hanno percepito più di tutti un aggravio di carico nel tempo di studio. 

Stato d’animo

Nel descrivere con un solo aggettivo il proprio stato d’animo nel periodo di didattica digitale integrata i due più frequentemente indicati dai diplomati sono: “tranquillo” (24,3%) e “apatico” (24,2%). Osservando il dato per tipo di diploma emerge che per i diplomati professionali e tecnici lo stato d’animo prevalente è stato “tranquillo” (rispettivamente 28,2% e 27,6%), mentre tra i liceali ha prevalso lo stato d’animo “apatico” (28,1%). Ricordiamo che per i diplomati del 2020 lo stato d’animo nettamente prevalente era “preoccupato”.

La DDI per il futuro

Per quanto riguarda il futuro, solo il 30,0% dei diplomati del 2021 ritiene che sarebbe utile continuare ad usare la didattica digitale integrata anche dopo l’emergenza del Covid-19: ne sono maggiormente convinti i diplomati professionali (33,6%), seguiti da quelli dei tecnici (32,6%) e, infine, dai liceali (27,7%). In ogni caso, oltre sette diplomati su dieci (il 71,6%) ritengono che la preparazione raggiunta attraverso la didattica digitale integrata sia inferiore a quella che avrebbero raggiunto se non ci fosse stata l’emergenza; questa percentuale è decisamente più alta tra i liceali (75,5%) rispetto ai tecnici (69,3%) e ai professionali (56,1%). Infine, la maggior parte degli studenti afferma di vivere in un clima di seria preoccupazione rispetto alla situazione occupazionale che li circonda: infatti il 63,0% ritiene che la crisi pandemica influirà negativamente sulla possibilità di trovare un’occupazione. Questa quota è più elevata tra i diplomati tecnici e professionali (rispettivamente 66,7% e 65,1%, rispetto al 60,1% dei liceali), ossia tra quanti sentono più vicina l’entrata nel mercato del lavoro.

Valutazione dell’esperienza scolastica

Soddisfazione complessiva e docenti. Per quanto riguarda le valutazioni sull’esperienza scolastica complessiva, sui docenti e sulle strutture scolastiche, tra i diplomati del 2020 si era rilevato un aumento della soddisfazione rispetto ai diplomati del 2019. Nel 2021 il livello di soddisfazione per l’esperienza scolastica complessiva e per la disponibilità al dialogo dei docenti è tornato sui livelli del 2019, raggiungendo nell’ultimo anno rispettivamente l’80,3% e il 70,4%. Nel dettaglio, la soddisfazione per l’esperienza complessiva riguarda l’80,5% per i liceali, il 79,2% per i tecnici e l’83,7% per i professionali, mentre la soddisfazione per la disponibilità al dialogo dei docenti si attesta al 67,6% per i liceali, al 72,1% per i tecnici e all’82,0% per i professionali. Per quanto riguarda le strutture scolastiche la soddisfazione si è stabilizzata sui livelli già elevati riscontrati nel 2020: la soddisfazione per le aule, ad esempio, nel 2021 si attesta al 62,2%, con lievi differenze per tipo di diploma (62,1% per i liceali, 62,5% per i tecnici, 60,5% per i professionali). Se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado oltre la metà dei diplomati confermerebbe la propria scelta: dopo l’aumento rilevato tra il 2019 e il 2020, nel 2021 la quota di chi si riscriverebbe cala leggermente rimanendo comunque maggiore rispetto al dato del 2019 e attestandosi al 60,7%. In particolare, nei liceali il dato arriva al 60,8%, nei tecnici al 60,6% e nei professionali al 60,2%.

Attività di recupero

Tra il 2019 e il 2021 è migliorata anche la valutazione per alcuni aspetti dell’organizzazione scolastica. Ad esempio per le attività di recupero, apprezzate dal 72,5% dei diplomati del 2021: è il 70,5% per i liceali, il 74,5% per i tecnici, il 76,5% per i professionali. Il livello di soddisfazione per questo aspetto varia sensibilmente a seconda del voto di diploma ottenuto: raggiunge infatti il 74,9% tra chi ha ottenuto un voto elevato alla maturità, mentre si ferma al 69,6% tra chi si è diplomato con voti inferiori.

Orientamento

Tra i diplomati 2021 il 79,4% ha svolto attività di orientamento organizzate dalla scuola per la scelta post-diploma: il dato oscilla tra l’82,7% per i liceali, il 77,7% per i tecnici e il 64,8% per i professionali. Nell’ultimo anno queste attività si sono ridotte, in particolare nei percorsi professionali e nei tecnici, mentre tale diminuzione è molto più contenuta tra i liceali.

Educazione Civica

Svolgimento. Per quanto attiene agli argomenti di Educazione Civica, in generale, la grande maggioranza dei diplomati del 2021 dichiara di aver affrontato i singoli argomenti rilevati: il 96,0% Costituzione, diritto, legalità e solidarietà, il 92,0% Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio e il 77,5% Cittadinanza digitale. Il 74,9% dei diplomati ha affrontato tutti e tre gli argomenti: è il 68,9% per i liceali e arriva all’81,2% e all’82,2% rispettivamente per i professionali e i tecnici.

Soddisfazione

La soddisfazione per l’utilità di questi temi (per la propria vita e per la prosecuzione degli studi) tra coloro che li hanno affrontati è generalmente elevata: gli argomenti ritenuti più utili dai diplomati sono Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio (77,7%) e Costituzione, diritto, legalità e solidarietà (75,2%), mentre Cittadinanza digitale si ferma al 63,5% di gradimento. L’utilità percepita dai diplomati per ciascun argomento è maggiore tra i professionali e i tecnici rispetto ai liceali, con differenziali di gradimento che arrivano fino a 14 punti percentuali.

Volontà di approfondire

I diplomati che hanno affrontato tali argomenti indicano lo Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio ambientale come l’argomento che avrebbero voluto approfondire maggiormente (74,5%), mentre Cittadinanza digitale risulta l’argomento sul quale si richiede meno frequentemente un approfondimento (63,9%).

Prospettive di lavoro

In merito agli aspetti ricercati nel lavoro futuro, il 94,0% dei diplomati ha indicato come rilevante la stabilità del posto di lavoro: il dato si attesta al 91,8% per i liceali, al 94,8% per i tecnici e al 95,4% per i professionali. Tra il 2019 e il 2021 tale quota si è leggermente ridotta.

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