Dad, infuria la polemica. Gli studenti: “La scuola è ridotta a un compitificio. Ci si va perché bisogna prendere il voto. Non c’è altro oltre a questo”

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“Compiti in classe, voti, interrogazioni. Il sistema scolastico non ha consentito altro. Non si è perso un giorno. Queste ultime tre settimane sono state pesantissime”.

Lo dice all’Adnkronos Luca Ianniello della Rete degli studenti medi che aggiunge: “la scuola è ridotta a un compitificio. Ci si va perché bisogna prendere il voto. Non c’è altro oltre a questo. Quello che dicono gli studenti del Righi vale per tutto il Paese. La didattica mista ha accentuato criticità già endemiche alla scuola. È deleteria”.

Ianniello ricorda che “ad inizio gennaio avevamo chiesto al Ministro di ridurre il numero delle valutazioni in modo da non sovraccaricare i ragazzi, in particolare quelli in presenza. Il Ministero ci ha risposto che la situazione era sotto controllo, che il problema non sussisteva e che non se ne doveva neanche discutere. Eccolo il risultato: stress, angoscia almeno per la metà degli studenti”.

Non si sta bene a scuola? “Questo problema c’è sempre stato ma adesso siamo chiusi in classe, fermi ai banchi, senza poter partecipare ad assemblee o altro. Ci resta solo la valutazione ed una didattica cruda. Io non capisco come uno studente possa la mattina alzarsi ed avere voglia di andare a scuola”, conclude.

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