DaD in caso di allerta meteo, Delfino (Disal): “Allo stato attuale non sarebbe corretto, ma in futuro, con interventi legislativi, sono favorevole” [INTERVISTA]

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Didattica digitale come surrogato in caso di allerta meteo. L’approfondimento apparso sul Mattino, che prende spunto dalla situazione in Campania, ha fatto discutere.

Sono già tanti i commenti su Facebook al nostro articolo e molti docenti si dicono disponibili: “Per me non sarebbe uno scandalo, si potrebbe fare senza problemi”, si legge in uno dei commenti postati.

Sull’idea di alcuni presidi di utilizzare la didattica a distanza al posto dell’allerta meteo, interviene a Orizzonte Scuola, Ezio Delfino, presidente di Disal, associazione che riunisce numerosi dirigenti scolastici in tutta Italia: “Quello che sarà fatto in futuro dovrà essere regolamentato, questo è sicuro, si tratta di contratti di lavoro che devono avere chiaro qual è la loro mansione e in che forma devono svolgerlo. Per quanto riguarda l’oggi, penso che la didattica digitale va usata sulla base degli attuali DPCM, cioè sulle varie decretazioni d’urgenza. Per quanto riguarda le altre situazioni per causa di forza maggiore, il DPCM non ne parla, dunque, non credo sia corretto utilizzare la didattica digitale”.

“In futuro bisogna trovare le formule idonee per garantire la didattica in caso di maltempo, altri fenomeni catastrofici come terremoti e altro”, ribadisce.

“Le scuole hanno autonomia gestionale, in teoria potrebbero già farla, ma qui hanno ragione i sindacati tutto questo va normato all’interno di un contratto specifico. Poi per quanto riguarda l’allerta meteo e la chiusura delle scuole fatte per decreto da parte delle Regioni o dei Comuni, attualmente queste non prevedono la didattica digitale. Tra l’altro la scuola è chiusa, su questo non si può fare nulla”, conclude.

“Se c’è allerta meteo, i docenti non devono lavorare con la didattica digitale”. Sindacati all’attacco

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