DaD il sabato per combattere il caro energia: la proposta dei presidi è bocciata, tutti contrari. Semmai “chiudere i centri commerciali la domenica”

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Il caro energia tocca non solo famiglie e attività. Anche le scuole iniziano a pensare al rientro degli alunni fra i banchi con le bollette alle stelle. Dai presidi arriva quindi la proposta di tenere gli studenti in DaD il sabato per provare a risparmiare e far quadrare meglio i conti degli istituti scolastici: “Si tratta di una soluzione temporanea, per l’inverno soltanto, che certo comporterà uno sforzo organizzativo per evitare i problemi che ci sono stati durante la pandemia” ha spiegato Giannelli a capo dell’Anp.

Una soluzione che non piace, bocciata da politici e sindacati.

Il Movimento 5 Stelle non è affatto favorevole alle proposte che iniziano a circolare che prevedono riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmiare energia” scrive su Facebook il leader M5S Giuseppe Conte.
Altro discorso è valutare con i dirigenti scolastici la possibilità di una redistribuzione dell’orario scolastico che, in un quadro integrato col sistema dei trasporti, possa generare economie di sistema.
I nostri ragazzi hanno già dato. È una generazione che ha già sofferto di un’offerta formativa compromessa e di occasioni di socialità mancate.
Non si facciano pagare alla scuola le conseguenze della crisi energetica. Negli ultimi due anni la scuola ha subito troppo: questo deve essere l’anno della piena normalità, della ripartenza e del rilancio” conclude l’ex presidente del Consiglio.

Scuole chiuse un giorno alla settimana e ragazzi di nuovo in DAD per risparmiare energia? Dico assolutamente NO. I nostri ragazzi hanno già sofferto troppo per le chiusure degli scorsi anni, perdendo preziosi mesi di vita scolastica, di relazioni, di amicizie, di rapporti e di contatto umano”.

Così su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini, dando ai suoi follower appuntamento a mezzanotte su Tik Tok per parlare del tema.

Lavoriamo per azzerare gli aumenti delle bollette, non per sacrificare scuola e studenti”.

E mentre si fanno avanti queste proposte “Enel, Eni e le altre compagnie energetiche grandi e piccole accumulano 50 miliardi di extraprofitti e nessuno gliene chiede conto“, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

Quindi la morale è semplice – prosegue l’esponente dell’Alleanza Verdi Sinistra – i ragazzi a casa o al freddo, mentre i grandi colossi festeggiano. La solita fotografia dell’ingiustizia italiana. Non ci siamo proprio” conclude Fratoianni.

Nettamente contrario anche il Codacons all’ipotesi di ricorrere alla Dad o alla riduzione dell’orario scolastico come misura contro il caro-energia.

Dopo la sospensione dell’illuminazione pubblica nelle città arriva la riduzione delle ore di insegnamento nelle scuole per contenere i costi energetici, una proposta che non risolve i problemi e finisce solo per crearne di nuovi alle famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’emergenza bollette non si risolve certo tagliando i servizi agli utenti, ma combattendo le speculazioni sui mercati e fissando tetti massimi alle tariffe, come hanno già fatto altri paesi europei”.

La scuola deve essere l’ultima da prendere in considerazione per procedere con le limitazioni del tempo scuola e con eventuali conversioni delle lezioni dalla presenza alla distanza: siamo consapevoli che ci saranno problemi per l’emergenza energetica ma ci sono scelte radicali che devono essere in questa fase, per la salvaguardia dei servizi essenziali“. Così all’ANSA Ivana Barbacci, segretario Cisl Scuola. “Si possono abbassare le luci nei centri commerciali, cominciando a tenerli per esempio chiusi la domenica – suggerisce- si possono abbassare i riscaldamenti negli uffici pubblici in linea generale; si può fare molto, insomma, ma va preservato il diritto allo studio senza far pagare l’emergenza energia ai giovani. Non toccherei nulla per la ripresa dell’anno scolastico in termini di tempo scuola o di accorciamento della settimana scolastica, vorrei si garantisse un diritto allo studio pieno; se c’è qualcosa da risparmiare si risparmi su altro. Alcuni servizi sono essenziali e non riducibili: tra questi ci sono istruzione e salute; è come se dicessimo che negli ospedali si abbasseranno le temperature dei termosifoni o si sta ricoverati meno tempo. L’attenzione alla scuola deve essere la stessa. Se poi c’è un problema di pandemia riprenderemo in mano quanto già vissuto ma salviamo la scuola rispetto al caro energia“, conclude Barbacci.

Non siamo più disponibili a fare la DaD né è più prevista, bisogna aprire la scuola a settembre in presenza, dando organico aggiuntivo agli istituti e più locali“. Commenta Marcello Pacifico presidente nazionale Anief, che il prossimo 30 agosto scenderà in piazza in Roma.

Crisi energetica e caro bollette, per Giannelli (Anp) si combatte facendo didattica a distanza tutti i sabati

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