Dad e famiglie in difficoltà. Lettera

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Inviato da Rosita Cerbelli – Nella povera provincia calabrese aspettavamo i tanto acclamati banchi con le rotelle e invece….è arrivata prima la DAD.

Il cicaleccio estivo aveva anche sbizzarrito la fantasia dei bambini che si aspettavano fantasmagorici banchi futuristici capaci forse di farli volare al di là delle stelle…

Ma tutto, qui, si è fermato alle gag estive ed alle ospitate in tv… e con spirito di rassegnazione ci siamo nuovamente arresi alla paura ed alla tecnologia.
Sono la mamma di una bimba e di un bimbo che frequentano, rispettivamente, la prima e la seconda classe della scuola primaria.
Dovrei essere anche una moglie, una lavoratrice, una donna…ma in questo momento non ti è consentita la scelta: mi ritrovo mamma- maestra molto molto improvvisata.

Chi pensa che i bimbi possano davvero formarsi e progredire nei loro apprendimenti con la dad, dovrebbe seguire una lezione insieme a loro. Ne basta una soltanto per capire.
E tutto si ribalta sulle famiglie che, per evitare l’abbandono dei piccoli a loro stessi, si cimentano a seguire lezioni e compiti, magari con il loro pc aperto in smart warking (per i fortunati che possono permetterselo).

E la giostra continua a girare…ministri, politici, esperti, tecnici, scienziati salgono e scendono forse anche a convenienza.
Avremmo bisogno di un supporto in più, di poter avere un aiuto concreto oltre alle “forti raccomandazioni”.

Un giorno forse la leggeremo nel codice civile la valenza giuridica del “fortemente raccomandato”, ma oggi come oggi qualcuno potrebbe spiegarci quale deterrente comporta nei rapporti tra i privati?
Se, per esempio, lo smart warking è fortemente raccomandato è un diritto o non è un diritto chiederlo ed ottenerlo?

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