Dad e Did, “il virtuale colonizzerà sempre più il reale (onlife)”

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Dad o Did sono pratiche imposte dall’emergenza sanitaria. L’approccio è prevalentemente resiliente. Ottimo punto di partenza. Occorre, però andare oltre e farsi coinvolgere dal cambiamento, necessario per portare la scuola a un livello superiore. Sarebbe un errore pensare che finita la pandemia tutto possa tornare come prima.

Dad e/o Did soluzioni emergenziali che saranno presenti ancora per diverso tempo

Dad o Did rappresentano le due soluzioni imposte dall’emergenza sanitaria. Soprattutto la prima ha consentito alla scuola di rimanere presente un anno fa, quando il virus picchiava duro. L’approccio virtuale acciuffato al volo  ha dato un impulso decisivo alla virtualizzazione. Prima della  pandemia questa dimensione era generalmente relegata a un ruolo secondario e passivo (ad es. lim utilizzate per la visione di filmati o video), che non hanno favorito l’approdo a un modello blended, ibrido tra reale e virtuale.  Molte delle criticità imputate alla Dad sono imputabili al trasferimento online della modalità tradizionale della lezione . Scrivevo qualche mese su questo portale: “In molti casi la Dad ha registrato il trasferimento delle modalità in presenza (lezioni, interrogazioni) nel virtuale, complici alcune piattaforme (GSuite, Microsoft 365…) in grado di sostenere un alto numero di utenti collegati contemporaneamente, attraverso i loro servizi (Meet, Skype). Il camuffamento della modalità tradizionale online si evince dal monitoraggio dell’Osservatorio “Scuola a distanza” elaborato da Skuola.net su un campione  20mila alunni di classi medie e superiori”.

La Did costituisce un approccio più ragionato, articolato  e maggiormente supportato dalle tante esperienze in Dad  per una scuola situata in mezzo al guado tra un esserci ancora ibrido (in presenza e contemporaneamente online).

Questa sarà la situazione finché il Coronavirus19-21… non sarà declassato, grazie ai vaccini al rango di una quasi influenza stagionale.

L’approccio resiliente e le nuove modalità

Indubbiamente la Dad non  potrà divenire il nuovo approccio prevalente post-Covid. Molti docenti sono convinti del contrario che si affermerà nuovamente il modello tradizionale di una scuola in presenza, relegando nuovamente a un ruolo marginale il virtuale. In altri termini, si è convinti che il probabile modello ibrido (offline/online) non potrà mai strutturare e definire il sistema formativo post-Covid.
La richiesta di un ritorno in presenza nasconde spesso la nostalgia verso la situazione precedente il marzo ’20.

Occorre aggiungere che anche chi applica la resilienza, parafrasando un interessante lavoro di G.Vercelli e G. d’Albertis (Antifragili, Feltrinelli 2021) si impegna a   resistere in modo proattivo all’imprevisto della Dad o Did , sperando di potersi al più presto raddrizzare (ritorno al momento precedente) . La sintetica definizione di resilienza dei due autori mi trova d’accordo. Chi è resiliente non sempre è aperto al cambiamento. Egli guarda alla situazione precedente anche se arricchita da nuova positività.

Il cambiamento e l’approccio oltre la resilienza

Recentemente il Ministro Patrizio Bianchi ha dichiarato : “La Dad resterà dopo il Covid”. Probabilmente intendeva riferirsi alla Did contestualizzata in una situazione di nuova normalità. Ora sarebbe una iattura per tutto il sistema scolastico soprattutto per la scuola dell’infanzia e primaria vivere la scuola solo  virtualmente. Chi insegna sa benissimo quanto sia ancora importante la prossimità fisica, lo sguardo supportato dal corpo che vada oltre lo zooming. A tal riguardo M. Ammaniti ha scritto che lo sguardo necessita della posizione del corpo, dei gesti, della dinamica dei movimenti per assumere una reale valenza comunicativa (Il Corriere della Sera, 26 marzo).
E’ fattibile, come scrivevo sopra,  un approdo post-Covid di tipo blended, ibrido (offline/online). Assumere questa prospettiva significa fare proprio “il senso della terra”(F. Nietzsche) caratterizzato dal paradigma del  cambiamento dove “tutto scorre e tutto fugge, nulla permane” (Eraclito). Se riflettiamo la storia umana è caratterizzata da cambi di passo o se si vuole da evoluzioni. Ne cito qualcuno: la scoperta del fuoco, il linguaggio, l’agricoltura, la stampa…

Spesso il processo è indipendente dall’azione dell’uomo, presentandosi con le caratteristiche dell’imprevedibilità (ad esempio la pandemia). E quando questo avviene sperimentiamo la crisi. Contrariamente a quanto si pensa il suo significato si apre a una nuova prospettiva di strumenti, modalità e relazioni totalmente diversi da quelli  sperimentati.

Nel nostro contesto scolastico significa cogliere l’opportunità offerta dalla pandemia per provare modalità didattiche online nuove e propedeutiche all’approdo blended post-pandemico. Del resto il significato di cambiamento rimanda a un approdo situazionale diverso. F. Hegel considerava la storia dell’umanità come un dispiegarsi attraverso tre fasi: tesi, antitesi, sintesi. Si arriva a quest’ultima sempre diversa, solo dopo aver sperimentato il passaggio dell’antitesi. In altri termini, le modalità didattiche emergenziali rappresentano dei problemi che si pongono davanti a noi. Essi richiedono di essere risolti positivamente, elaborando una robusta didattica digitale. Passaggio inevitabile per evolvere.

Tutto questo comporta l’assunzione del rischio, dell’incertezza delle pratiche adottate, la possibilità procedere per tentativi ed errori…,   liberandosi dall’illusione che la Dad o la Did siano modalità autonome rispetto all’azione delle persone. Non esiste una Dad o una Did che per motu proprio fanno danni, sposando quindi il ritorno al prima.  Queste modalità sono inserite in una relazione comunicazione e umana. Quindi tutto è correlato alle scelte metodologiche e alle capacità motivazionali degli insegnanti che devono collocarsi in una modalità diversa da quelle in presenza. Il compito è sicuramente facilitato dalla possibilità di condividere in Rete esperienze, riflessioni e altro ancora.

Non ci sono alternative! Il futuro prossimo sarà caratterizzato dalla dimensione ibrida (presenza fisica/online). Il filosofo L. Floridi è più drastico: il virtuale colonizzerà sempre più il reale (onlife). L’attuale momento emergenziale rappresenta quindi per la scuola una grande opportunità per approdare al nuovo livello situazionale post-Covid, mantenendo aperta la possibilità  di esser-ci  sulla formazione dell’uomo e del cittadino nel ventunesimo secolo.

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