Dad contro il caro-energia? Il Governo dice no. Bianchi: “Orari non saranno soggetti ai prezzi del gas”

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La scuola deve essere l’ultima” ad essere interessata da eventuali provvedimenti sui “problemi connessi al costo dell’energia”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Radio Anch’io su Radio 1.

“La scuola ha bisogno di una presenza chiara ed esplicita e non soggetta agli andamenti del prezzo del gas”, ha sottolineato il ministro commentando ipotesi di chiusure al sabato (con dad) o accorpamenti di orari per consumare meno energia negli istituti scolastici.

“Stiamo investendo tempi prolungati, sui tempi pieni, stiamo dando risorse per le mense e per le palestre ma questo è un altro piano”, ha aggiunto il ministro.

Il governo aveva già detto no all’ipotesi

A rafforzare le parole del Ministro Bianchi è il no secco in Consiglio dei Ministri avvenuto nella giornata del 1° settembre. Infatti, nel Consiglio dei ministri terminato da pochi minuti a Palazzo Chigi, a quanto apprende l’Adnkronos si è parlato anche della scuola, riguardo alla possibilità, avanzata dai dirigenti scolastici, di chiudere il sabato (o fare ricorso alla dad) o accorpare orari per ridurre i consumi energetici. Fonti di governo raccontano che nel corso del Cdm è stata “bocciata totalmente” questa ipotesi, “respinta in tutto e per tutto” dal governo, alle prese con l’informativa del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani sul piano di risparmio per il gas. “Le scuole non si toccano, questo è emerso con chiarezza“, spiega un ministro al termine del Cdm.

Le parole del ministro giungono dopo le indiscrezioni circolate in merito alla Dad contro il caro-energia. La riduzione degli orari delle scuole – con la possibilità della cosiddetta settimana corta – così come l’ipotesi di un ritorno in Dad per frenare l’emergenza energetica “non è mai stata sul tavolo, non si è mai discusso di scuola”.

“Al momento – aggiungono – il gas c’è, non sono previsti razionamenti o misure drastiche di altro tipo. Al limite, se la Russia dovesse chiudere i rubinetti, si dovrà ragionare su misure ‘draconiane’ da adottare, anche sul sistema pubblico. Ma non si è parlato di scuola. La nostra dipendenza da Mosca sul gas è per lo più scesa dal 40% al 18%, dunque anche nello scenario peggiore l’Italia si troverà in condizioni di poter fronteggiare l’emergenza”.

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