DAD, bambini per 5 ore davanti allo schermo e due – tre ore di compiti pomeridiani. È scuola?

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Attività didattiche sospese anche per gli studenti delle scuole primarie in numerose regioni: bambini a casa, in DAD. Davanti a uno schermo, spesso da soli, con i genitori che fanno di tutto per tenere insieme lavoro e scuola. Nessuno in classe o solo un gruppo di alunni, come indicato dalle ultime circolari in merito.

Tre sono i documenti fondamentali che ci permettono di fare luce sull’articolazione dell’orario del personale docente e la frequenza delle lezioni in tempi di Pandemia. In ordine temporale:

  • le Linee guida ministeriali per la Didattica digitale integrata;
  • il Piano scolastico per la Didattica digitale integrata (PSDDI) che ogni istituzione scolastica deve redigere in conformità alle prime;
  • il contratto collettivo nazionale integrativo concernente le modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative a distanza.

Le linee guida del Ministero dell’istruzione, in data 7 agosto 2020, dedicano un ampio paragrafo riguardante l’orario delle lezioni. Viene sottolineata l’importanza di offrire, nel corso della giornata scolastica agli alunni in D.D.I., una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona, per consentire di ottimizzare l’offerta didattica con i ritmi di apprendimento, avendo cura di prevedere sufficienti momenti di pausa.

Nel caso in cui la Ditattica digitale divenga strumento unico di espletamento del servizio scolastico, a seguito di eventuali nuove situazioni di lockdown, saranno da prevedersi quote orarie settimanali minime di lezione:

Scuola del primo ciclo: assicurare almeno 15 ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo classe – dieci ore per le classi prime della scuola primaria -, organizzate anche in maniera flessibile, in cui costruire percorsi disciplinari e interdisciplinari, con possibilità di prevedere ulteriori attività in piccolo gruppo, nonché proposte in modalità asincrona secondo le metodologie ritenute più idonee. [Linee guida ministeriali per la D.D.I.]

“Almeno” 15 ore settimanali vuol dire che 15 è la quota minima. Ogni scuola poi può redigere il Piano di didattica digitale integrata ampliando tale termine: entro quale limite? E’ conveniente proporre agli studenti della scuola primaria lo stesso numero di ore svolte in classe? Alcuni genitori ci riferiscono di lunghe mattinate davanti al pc, 5 ore scandite da qualche pausa.

I compiti per casa

A queste ore si aggiungono i classici “compiti per casa”. Non sappiamo se anche questi vanno svolti al pc, ma in alcune occasioni possono essere avvertiti come un peso.

Qual è il giusto equilibrio? Ci piacerebbe ascoltare la voce delle insegnanti e degli insegnanti di scuola primaria. Come si gestisce la DAD? Quali le difficoltà? Quali i punti di forza di un  metodo non più di emergenza ma pensato e strutturato ormai da più di un anno oppure è un disastro totale?

E’ possibile inviare le proprie riflessioni a [email protected]

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