DAD ai tempi del Coronavirus. Storie di ordinaria follia! Lettera

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Inviato da Carolina D’Annibale – Alessandra : prof , mi sente?
Barbara: prof, mi vede?
Claudio : prof, può ridarmi il codice di google classroom?

Daniele: prof, ho qualche problema tecnico, il microfono non va
Elena : prof, posso andare in bagno?
Flavio: prof, mi invia il link ? non riesco a entrare!
Giulia: prof, ma l’analisi testuale la invio su mail, o su google-classroom?
Ilaria: prof, ho provato a collegare gli auricolari wireless al Pc , ma questo non supporta miracast quindi non può associarsi ed eseguire proiezioni in modalità wireless. Solo un attimo che provo a collegarmi dal telefono.
Luca: uhsskksjks ……scusi scusi prof, avevo il microfono aperto ed è il mio fratellino di tre anni che ha urlato.
Marco: (nel frattempo su whatsapp) prof, è andata via la luce mi sto riconnettendo.
Nadia: prof, cerco di entrare su google meet ma la richiesta non viene accettata
Pietro: prof, mi sta dicendo Roberta che ha difficoltà a connettersi
Rosario : prof, la prego, posso chiederle di tenere il cappellino durante la lezione ? I miei capelli al mattino sono ingestibili!
Serena : prof , ma gli interventi che stiamo facendo durante le video conferenze lei li considera ai fini della valutazione?
Tiziana : prof, improvvisamente non sentivo più nulla …. come ha tradotto i versi 4/5 dell’epigramma? Può ripetere?
Valerio : prof , scusi se sto entrando con 5 minuti di ritardo , mia madre deve giustificarmi?

I nomi sono di fantasia , ma questo è realmente quello che succede ogni mattina nelle nostre classi virtuali.
Amo “respirare “ i ragazzi in classe, non mi è possibile cogliere per ora il broncio di Alessandra, l’esuberanza di Serena, l’ inquietudine di Nadia; amo la lezione frontale e l’alchimia che permette la sintonizzazione emotiva ,di conseguenza l’asettico incontro mattutino di fronte al freddo monitor mi inquieta, ma amo far di necessità virtù per cui posso dire che quantomeno le mie scarne competenze tecnologiche adesso si sono leggermente irrobustite.

Siamo stati invitati a diventare supertecnologici e l’e-learning , quello che prima era un termine che non ci apparteneva , al momento è il nostro pane quotidiano ; lavoriamo come prima più di prima perché non vogliamo abbandonare i nostri ragazzi , perché vogliamo esorcizzare le nostre/ loro paure ,perché tra un “vivamus atque amemus “ catulliano e una riflessione su come dopo la peste del Trecento abbiamo assistito ad un’esplosione di arte e di cultura nel Rinascimento , vogliamo dare spazio all’idea di un domani felice, sereno e gioioso.
E’ già l’ora di inizio lezione …. Anche oggi vi “ respirerò “ online , anime belle!

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