Da Vibo Valentia a Milano per lavorare come docente: “Affitto condiviso, spesa al discount e niente cena al ristorante”

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Sul Corriere della Sera si può leggere la storia di un docente, Fabio, che dalla provincia di Vibo Valentia si è trasferito a Milano per lavoro. 

Come riesce a sopravvivere a Milano con lo stipendio da precario? “La metà se ne va per una stanza in affitto in un bilocale in condivisione, le spese di condominio, le bollette. Poi ci sono il supermercato, l’abbonamento ai mezzi pubblici, le altre necessità. Riesco a mettere da parte 200-300 euro al mese. Ora ho il contratto da settembre al 31 agosto. Prima si fermava al 30 giugno e per due mesi ero disoccupato. Ho insegnato in cinque scuole: a Rho, San Donato, poi a Milano. Ora sono all’Istituto professionale Kandinsky, indirizzo socio-sanitario, dove vorrei restare”.

“Il primo anno ho vissuto a casa di parenti a Gallarate, in provincia di Varese. Poi ho saputo che un mio compaesano, Giovanni, cercava un coinquilino per un bilocale a Pero, sul confine con Milano e con la fermata della metro a due passi. Così mi sono trasferito. Se esco è solo una sera a settimana, per un aperitivo o una pizza. Quando ero studente invece andavo all’Hollywood, all’Old Fashion a ballare. Non vado in palestra, ma a correre al parco. Niente auto: uso sempre i mezzi pubblici, se proprio occorre prendo una macchina a noleggio”.

E ancora: “Lui però sta per andare via. La casa sarà messa in vendita e io ho chiesto il mutuo per poterla comprare: la cifra dovrebbe essere simile a ciò che pago ora. Mi aiuteranno i miei genitori con l’anticipo. E poi cercherò a mia volta un coinquilino, magari un collega. C’è solidarietà tra noi e nascono amicizie”.

Sul suo lavoro da docente spiega: “La parte più brutta del precariato, per noi che facciamo il sostegno, è lasciare i ragazzi che seguiamo. Ci mettiamo 2-3 mesi per creare un legame con loro, comprenderli, poi finisce tutto. Quasi si ha paura a legarsi a colleghi e alunni, perché non sai se tornerai”

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