Da più di cinque anni si attende il riordino della normativa, che fine ha fatto?

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Il settore scolastico è probabilmente uno dei più complessi nella Pubblica Amministrazione. Non si può pensare di trattare la scuola come un comparto qualsiasi dell’Amministrazione statale. Non solo per la rilevanza sociale rivestita, non solo perchè è quella più corposa a livello di dipendenti, ma anche perchè è un continuo susseguirsi di norme.

La scuola è uno di quei luoghi dove le circolari hanno forse maggior valore delle leggi, dove le fonti di diritto si ribaltano. Dove spesso si legifera senza avere la minima cognizione di causa di cosa sia la scuola. Divisa in ordini e gradi diversi, con divisioni all’interno dello stesso corpo docente ed ATA, una sorta di sistema di scatole cinesi interconnesse tra di loro da fili complessi e organici tra di loro. Si era letto favorevolmente l’intento manifestato dal legislatore con la legge LEGGE 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”. Mi riferisco all’intento di riordinare il quadro normativo. Impresa mostruosa, ma che va fatta e non più rinviabile. L’emergenza coronavirus ha evidenziato sia quanto fondamentale è la scuola in una società ma nello stesso tempo quanta burocrazia ci sia. Una burocrazia mostruosa che necessita di essere rivista, andrebbero accelerati i processi di dematerializzazione, anche questi smarritesi nel nulla.

La norma

Con il comma 180 della Legge 107 del 2015 il Governo e’ delegato ad adottare, in teoria entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, termine non rispettato, visto che son passati cinque anni, uno o piu’ decreti legislativi al fine di provvedere al riordino, alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione, anche in coordinamento con le disposizioni di cui alla citata legge. Nel comma 181 si specificava che i decreti legislativi di cui al comma 180 sono adottati nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonche’ dei seguenti: riordino delle disposizioni normative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione attraverso: 1) la redazione di un testo unico delle disposizioni in materia di istruzione gia’ contenute nel testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonche’ nelle altre fonti normative; 2) l’articolazione e la rubricazione delle disposizioni di legge incluse nella codificazione per materie omogenee, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di esse; 3) il riordino e il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni di legge incluse nella codificazione, anche apportando integrazioni e modifiche innovative e per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica, nonche’ per adeguare le stesse all’intervenuta evoluzione del quadro giuridico nazionale e dell’Unione europea; 4) l’adeguamento della normativa inclusa nella codificazione alla giurisprudenza costituzionale e dell’Unione europea; 5) l’indicazione espressa delle disposizioni di legge abrogate. Più altre voci tra le quali si segnalano la revisione del trattamento economico del personale docente e amministrativo.

Questi decreti dovrebbero sulla carta essere adottati “su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca”, che intanto ha cambiato nome, ora si chiama Ministro dell’Istruzione, “di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze nonche’ con gli altri Ministri competenti, previo parere della Conferenza unificata”ecc.

Incrementano le intensificazioni burocratiche per il personale scolastico

Siamo a cinque anni abbondanti dall’entrata in vigore della legge 107 e del riordino normativo non c’è traccia. Quanti anni si devono ancora aspettare? Intanto la burocrazia cresce, giorno dopo giorno, con intensificazioni, anche a causa del caosi normativo, neanche riconosciute economicamente, per il personale ATA prima di tutto, oltre che dirigenziale e DSGA, in modo pazzesco, senza dimenticare ovviamente il personale docente.

Il piano di dematerializzazione

Altra questione è quella del famoso piano di dematerializzazione. Quello che doveva essere attuato per regolamentare ad esempio il registro elettronico. Il registro elettronico è andato avanti per la sua strada. Sono passati otto anni da quando, in base al DL 95 del 2012, “il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca predispone entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto un Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, universita’ e ricerca e dei rapporti con le comunita’ dei docenti, del personale, studenti e famiglie”.

Le osservazione della Corte dei Conti sulla dematerializzazione nelle scuole

La Corte dei Conti nel 2019 nella sua relazione sullo stato della dematerializzazione nella PA in merito alla scuola ha osservato:

  1. il sistema di gestione e archiviazione documentale risulta interamente dematerializzato; l’innovazione ha consentito alle oltre 8.500 istituzioni scolastiche presenti sul territorio nazionale, di proporre un progetto e di rendicontarlo esclusivamente in formato digitale. Il Ministero ha dichiarato di gestire annualmente circa 30.000 progetti e azioni di innovazione digitale del Piano nazionale scuola digitale (Pnsd). Tale sistema ha consentito un notevole risparmio di costi e una conseguente semplificazione delle procedure. In particolare, si è verificata un’evidente contrazione delle spese postali (65,35 per cento) e del consumo di carta (49,3 per cento), a dimostrazione di un apprezzabile grado di attuazione del processo di dematerializzazione in ambito documentale;
  2. la normativa intervenuta in materia ha fissato ulteriori obblighi che hanno comportato nuove linee di policies più complete ed innovative. Di conseguenza, le Aree organizzative omogenee del Miur, con specifici Manuali operativi di Ente, hanno delineato le procedure per l’eliminazione dei protocolli settoriali e dei relativi registri;
  3. il Ministero, considerate le esigue risorse economiche disponibili, per le attività di conservazione e archiviazione dei documenti informatici è ricorso in outsourcing al contratto quadro con la società aggiudicataria scelta dalla Consip; per la raccolta delle diverse informazioni relative all’innovazione digitale, ha fatto ricorso al Portale unico dei dati della scuola (Open data) articolato in due sezioni. Nella prima, già realizzata e regolarmente alimentata ed aggiornata, figurano 91 dataset pubblicati (alcuni di questi sono serie storiche su più anni di analisi), distribuiti su 9 categorie di interesse (studenti, scuole, docenti). Nella seconda sezione, “Documentale” – ancora in corso di definizione in attesa del parere del Garante della privacy -, confluiscono materiali didattici, piani triennali dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, curriculum digitale del docente e dello studente. Si ritiene, quindi, necessario conoscere i tempi entro i quali sarà perfezionata la suddetta sezione
  4. già a decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado avvengono esclusivamente in modalità on line attraverso l’applicativo realizzato dal Miur che ha, tra l’altro, sviluppato un’apposita piattaforma che consente, tra i vari servizi, la possibilità di pubblicazione delle pagelle in formato digitale;
  5. è risultato attivo l’utilizzo di un dispositivo hardware centralizzato, divenuto di uso comune, per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei procedimenti e per semplificare l’azione amministrativa. Esso è stato utilizzato da circa 11.000 utenti che possono, in tal modo, apporre la propria firma digitale all’interno di un’unica procedura informatica. Con lo strumento “Pago In Rete” – una piattaforma che si interfaccia con il nodo dei pagamenti della pubblica amministrazione (PagoPA) e ne supporta tutte le relative modalità di pagamento – è stata attuata la gestione telematica di tutte le transazioni relative a tasse e contributi scolastici;
  6. in relazione al fascicolo digitale, nell’ambito dell’anagrafe nazionale degli studenti, è operativo un tavolo tecnico per la definizione dei contenuti di dettaglio che il Ministero prevede sia completato entro il secondo semestre 2019. Per il registro elettronico, esso ha affidato alle singole istituzioni scolastiche, nell’esercizio della propria autonomia, l’adozione dello strumento meglio rispondente alle relative esigenze;
  7. nell’ambito delle azioni di attuazione del Piano nazionale scuola digitale, con l’applicativo “Protocolli in rete” le scuole possono candidarsi per la presentazione di proposte progettuali. Sono stati creati canali web di comunicazione, per categorie e macroaree di interesse, utili all’utente; analogamente, è stata attivata una community on line per facilitarne lo sviluppo dell’innovazione digitale;
  8. è stato progettato un servizio di assistenza e consulenza su aspetti amministrativo-contabili garantito da un canale informativo fra l’amministrazione – uffici centrali e regionali- e le istituzioni scolastiche. Per supportare queste ultime nel percorso di cambiamento delineato a migliorare gradualmente i servizi ad alunni e famiglie, è stato progettato un servizio erogato attraverso un’apposita piattaforma software – denominata “Help Desk amministrativo contabile” (Hdac) – che, per l’ottimizzazione delle procedure, consente all’amministrazione di fornire le soluzioni più idonee alle richieste delle scuole. L’ulteriore piattaforma per il monitoraggio e la rendicontazione di progetti completata nella sua versione base a fine 2016, è stata utilizzata a partire dal mese di agosto 2017 e, secondo l’amministrazione i risultati sono positivi sia in termini di semplificazione dell’iter amministrativo nel suo complesso, sia di efficientamento delle procedure amministrative e contabili;
  9. er quanto riguarda il Piano di dematerializzazione nelle infrastrutture, la piattaforma commerciale Folium è stata implementata dalla conservazione del registro giornaliero di protocollo e comprenderà anche la salvaguardia dei “Registri dei decreti” a firma dei Direttori generali, dei Capi dipartimento e del Ministro. Con riferimento alle modalità di comunicazioni attraverso la posta elettronica ordinaria (Peo) e quella elettronica certificata (Pec) l’amministrazione, pur non disponendo di un monitoraggio puntuale, ha affermato che il ricorso a corrispondenze non digitalizzate è residuale;
  10. in relazione alle dotazioni tecnologiche in uso presso gli uffici del Miur, risultano 6.209 postazioni di lavoro, 387 stampanti di rete multifunzione e 376 scanner da scrivania.
    In relazione alla pagella on line, il Miur ha evidenziato che in sostituzione della stessa si è optato per la pubblicazione on line del curriculum dello studente, attualmente in fase di sviluppo. Per quanto concerne l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata sono stati sostituiti da diversi applicativi ritenuti prioritari, quali, ad esempio, il curriculum dello studente.

Le ulteriori precisazione del Ministero dell’Istruzione

Relativamente al Portale unico dei dati della scuola (Open data), il Miur ha specificato che nella prima sezione, dedicata alla fruizione dei piu importanti dataset del sistema informativo dell’istruzione, risultano attualmente 141 dataset pubblicati, distribuiti su 9 categorie di interesse. Il servizio centralizzato per il rilascio di certificati di firma digitale a tutti i Dirigenti scolastici e Direttori dei servizi generali ed amministrativi delle scuole statali, è stato utilizzato da circa 11.000 utenti. Con riguardo all’applicativo Pago in rete, il Miur ha segnalato un incremento nel numero delle scuole che lo utilizzano (da 250 a 360). Infine l’Amministrazione, riservandosi di verificare l’esattezza dei dati forniti, rappresenta che l’attuale dotazione tecnologica in uso presso gli uffici del Miur è pari a 6.129 postazioni di lavoro, 388 stampanti di rete multifunzione e 342 scanner da scrivania.

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