Da mesi senza stipendio oltre 200mila docenti precari. Piccolotti: “Ministro Valditara, provi a vivere 4 mesi senza stipendio e si renderà conto che questa non è una situazione degna di un Paese civile”

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Con l’arrivo dell’estate, molti insegnanti precari affrontano un periodo di incertezza finanziaria. La Stampa, in un articolo, ha messo in luce una situazione tristemente nota: a fine agosto un considerevole numero di precari non ha ancora ricevuto lo stipendio dei mesi di maggio e giugno. Questo, unito alle complessità legate all’ottenimento della Naspi – una prestazione di disoccupazione – crea uno scenario molto sfavorevole per questi professionisti dell’educazione.

Elisabetta Piccolotti dell’Alleanza Verdi Sinistra ha evidenziato la gravità della situazione in un’interrogazione del 20 luglio, denunciando le lungaggini burocratiche relative alla Naspi. Secondo quanto segnalato, la Naspi può essere richiesta solo a giugno, a conclusione dell’incarico, ma l’erogazione avviene dopo almeno 60 giorni di lavorazione burocratica. Tale ritardo significa che molti insegnanti potrebbero non vedere questi fondi fino ad agosto o persino settembre.

Ancora più preoccupante è l’effetto di questi ritardi sulla vita quotidiana degli insegnanti. Senza un reddito stabile per mesi, molte persone si trovano ad affrontare difficoltà finanziarie, stress e ansia. “Le ricadute di questi ritardi sulla vita privata degli insegnanti sono pesantissime”, ha affermato Piccolotti, sfidando il ministro Valditara a immaginare la vita senza un salario per quattro mesi consecutivi.

È evidente che l’attuale sistema sta fallendo nel fornire il sostegno necessario ai nostri insegnanti. Questa non è solo una questione finanziaria, ma una questione di rispetto e dignità per quei professionisti che svolgono un ruolo cruciale nella formazione delle future generazioni.

Urgente rivedere e ottimizzare le procedure e i protocolli esistenti. Gli insegnanti precari meritano continuità di reddito e sicurezza. Come suggerito da Piccolotti, il governo deve intervenire prontamente per garantire che questo dramma silente venga risolto, garantendo a questi insegnanti la stabilità che meritano.

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