Da lunedì scorso in Galles non sono più ammesse le punizioni corporali: stop a schiaffi e sculacciate

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Da lunedì 21 marzo in Galles non sono più ammesse le “punizioni ragionevoli”. Così vengono definiti schiaffi e sculacciate, che ora sono vietati per legge.

Il Galles così si aggiunge alla lunga lista di Paesi che hanno accolto le istanze di pedagogisti e ricercatori.

In Italia, così come segnala La Repubblica, non c’è bisogno di alcuna legge, chiarisce il professor Giuseppe Magno, ex magistrato e membro del Direttivo della Fondazione Sos il Telefono Azzurro Onlus. “Già con l’articolo 412 del Regio Decreto del 26 Aprile 1928 sono state vietate le punizioni corporali in ambito scolastico, pratica che nei paesi del Nord Europa non è ancora del tutto scomparsa”.

“In Italia non abbiamo bisogno di alcuna nuova legge”, chiarisce il professor Giuseppe Magno, ex magistrato e membro del Direttivo della Fondazione Sos il Telefono Azzurro Onlus. “Già con l’articolo 412 del Regio Decreto del 26 Aprile 1928 sono state vietate le punizioni corporali in ambito scolastico”

Non solo: l’articolo 571 del Codice Penale parla di abuso dei mezzi di correzione e disciplina da cui deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente.

Un genitore, dunque, può essere denunciato? “È consentita la sculacciata solo se motivata da un evento eccezionale, per esempio, se il figlio si dovesse trovare in una situazione di pericolo allora l’adulto può strattonarlo. Questo atteggiamento però, non deve diventare un metodo educativo”.

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