Da Fioramonti polemiche sterili; Azzolina promuova progetti su buone pratiche didattiche. Lettera

ex

Inviato da Teresa Serafini (Milano) – Ci auguriamo che il nuovo ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina sia esperta di problemi organizzativi, ma anche di pedagogia e si circondi di consulenti di valore.

Il ministro Fioramonti si è dimesso perché vengono dati pochi soldi alla scuola: i soldi sono molto, ma non sono tutto.

L’Italia naviga nelle ultime posizioni delle classifiche internazionali che valutano la capacità di problem solving; statistiche imbarazzanti ci dicono che molti ragazzi non sono capaci di capire un testo. E l’ex ministro Fioramonti che fa? Si schiera contro le prove Invalsi, uno strumento per misurare se gli studenti hanno imparato a ragionare. E come lo fa? Ecco una sua dichiarazione: “Quello che voglio capire è se le domande sono davvero utili o se sono dei trabocchetti… Ho chiesto al mio staff di fare i test di terza media come prova: per capire se provocano quel panico di cui si parla”. (Corriere della sera, 4-12-2019).

Ridiamone pure, ma perchè un ministro dell’istruzione non può anche essere, almeno un poco, esperto di istruzione? Che senso ha mettere degli adulti a simulare test fatti per i ragazzini? Quasi tutti i paesi hanno un sistema di valutazione nazionale che aiuta docenti e programmatori a mettere a fuoco percorsi di apprendimento e didattica, perchè l’Italia invece ne deve fare a meno? Solo perchè i risultati sono scomodi?

Speriamo che il nuovo ministro dell’istruzione Lucia Azzolina promuova nella scuola anche progetti che diffondano le buone pratiche didattiche: le ricordiamo che non bisogna seguire le moda, ma le ricerche scientifiche di metodi provati con sperimentazioni con gruppi di controllo.

Sul sito di Sapie, una associazione che le raccoglie, come aiuto alla soluzione del problema della scarsa capacità degli studenti italiani di comprendere i testi, può trovare la descrizione di un metodo semplice per insegnare ai ragazzi a comprendere i testi, noto con il nome di “Reciprocal Teaching” (RT) perché creato per attività in piccolo gruppo. Otto università italiane, nell’intero 2019, hanno preparato decine di docenti e provato il metodo con centinaia di studenti con risultati straodinari: vedere le relazioni finali nel sito di Sapie, tra le pubblicazioni 2019 online (www.sapie.it).

Per avere ragazzi che sanno studiare e si documentano con serietà non bevendosi le fake news, è indispensabile che imparino a comprendere i testi: anticipare, inventare domande, chiarire i punti oscuri e riassumere sono le quattro strategie di base da usare tante volte in collaborazione con i compagni.

Un buon ministro deve trovare non solo soldi, ma anche soluzioni ai problemi, e non limitarsi a disfare il lavoro dei suoi predecessori. Buon lavoro, ministro Lucia Azzolina!

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia