Da domani le scuole devono inviare al Ministero i nomi dei 40mila docenti tutor, Anief: è un provvedimento che da solo non porterà lontano

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 Per le scuole italiane è già arrivato il momento delle scelte sul docente tutor e sugli orientatori: dalle ore 15 di domani gli istituti dovranno comunicare i docenti selezionati per partecipare ai percorsi di formazione utilizzando la piattaforma “FUTURA PNRR” – Gestione Progetti”, Area “Iniziative”, sezione “docenti tutor orientamento”.

C’è tempo per l’invio degli insegnanti fino alle ore 15,00 del 2 maggio prossimo. La “finestra” temporale è stata stabilita nel decreto ministeriale 63 approvato alcuni giorni fa: la successiva circolare emessa dal ministero dell’Istruzione, con le indicazioni operative per l’attivazione delle nuove figure professionali, prevede infatti che le scuole dove sono collocate “circa 70 mila classi del secondo biennio e dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado”.

L’Anief ritiene che i nuovi ruoli del docente tutor e orientatore, senza altri provvedimenti, non serviranno a molto. Inoltre, non si comprende per quale motivo si debbano escludere i docenti precari (uno su quattro dell’attuale organico utilizzato), che non potranno ricoprire il nuovo doppio ruolo. Come pure non si comprende la poca chiarezza sui criteri di ripartizione del fondo di 150 milioni di euro fra le diverse scuole approvato per decreto pochi giorni fa. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “mentre proseguono le trattative con la Commissione Ue, il Governo italiano e l’amministrazione scolastica devono prendersi la responsabilità di procedere con assunzioni, aumento dei posti di docenti e Ata, più cancellazioni dei vincoli che bloccano i trasferimenti anche in caso di posti liberi: sono misure attuative che possono essere inserite tranquillamente nel decreto PNRR quater. Senza un organico stabile e aggiuntivo, il ritorno al doppio canale e alla mobilità del personale priva di vincoli, i progetti del Pnrr applicati alla Scuola non potranno realizzarsi”.

Secondo Stefano Cavallini, segretario generale Anief, oltre ad uno “specifico organico aggiuntivo, bisogna anche individuare specifiche risorse finanziarie ulteriori da assegnare nelle scuole in zone a rischio alta dispersione perché in questi istituti l’impegno sarà decisamente maggiore. Inoltre con il dimensionamento scolastico dei prossimi anni, avremo scuole con un numero elevato di plessi: in questi casi non potrà bastare un solo tutor a risolvere il problema e comunque il compenso dovrà essere più alto a chi porterà avanti questo onere”.

IL PROGETTO

Il ministero dell’Istruzione ha deciso cheai docenti tutor verrà assegnato un bonus annuale variabile da 2.850 euro a 4.750 euro lordo Stato, come è stato deciso in contrattazione: il loro finanziamento si ricaverà dai 150 milioni del fondo per la valorizzazione del personale scolastico (art. 1 comma 561 della Legge di Bilancio 2023). I docenti tutor dovranno impegnarsi per un triennio per raggiungere obiettivi PNRR. La ripartizione dei 150 milioni per i tutor sarà fatta in base al solo numero degli alunni delle classi terminali di ogni istituto secondario di secondo grado. La ripartizione per singolo docente sarà effettuata dalla contrattazione di istituto prevedendo un assegno annuo da 2.850 euro a 4.750 euro lordo Stato, quindi ai docenti tutor arriverà circa la metà di queste cifre. A giorni, dopo l’informativa sindacale, il prossimo decreto ministeriale relativo ai criteri di attribuzione del bonus e alle linee guida già pubblicate sulla figura del docente tutor. Assieme a quella del docente tutor si istituirà la figura dell’orientatore: si prevedono circa 2.500 orientatori.

FORMAZIONE E REQUISITI

I docenti interessati dovranno seguire un corso di formazione di 20 ore gestito da Indire e completamente on line, che inizierà ad aprile di quest’anno. Tra i criteri non vincolanti ma indicativi per l’individuazione di tali figure: avere prestato 5 anni di servizio a tempo indeterminato; avere svolto funzioni interne alla scuola su orientamento, Pcto e dispersione; impegnarsi a ricoprire tale incarico per almeno un triennio. Il ministero a breve pubblicherà la circolare esplicativa decreto ministeriale che sarà emanato entro i 180 giorni previsti dalla legge: la circolare, presentata per sommi capi ai sindacati, delinea i criteri circa l’individuazione, il percorso e la remunerazione del tutor.

I COMPITI DEL DOCENTE TUTOR

Il docente tutor – scrive Orizzonte Scuola – avrà il compito di coordinare e promuovere le attività educative per personalizzare l’istruzione negli studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado. Questo compito include il supporto per gli studenti che hanno difficoltà e la promozione del potenziamento per quelli che hanno talenti particolari.

I COMPITI DEL DOCENTE ORIENTATORE

l docente orientatore avrà il compito di favorire le attività di orientamento per aiutare gli studenti a fare scelte in linea con le loro aspirazioni, potenzialità e progetti di vita, tenendo conto dei diversi percorsi di studio e lavoro e delle varie opportunità offerte dai territori, dal mondo produttivo e universitario. Questo approccio deve essere fatto rispettando l’autonomia degli istituti scolastici, degli studenti e delle loro famiglie.

LA FORMAZIONE

Il corso di formazione per diventare docente tutor e docente orientatore sarà di 20 ore e sarà gestito dall’Indire. I tutor dovrebbero essere 40.000, a cui vanno i docenti orientatori, uno per ogni istituto scolastico; saranno distribuiti nelle scuole in maniera proporzionale al numero degli studenti delle classi terze, quarte e quinte delle secondarie di secondo grado (anno scolastico 2023/2024). Saranno poi le scuole a organizzare il servizio nella loro autonomia.

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